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Descrizione a cura della band

Il tema portante del nuovo Ep è il decorso del tempo.

Pezzi di vita che si rincorrono di canzone in canzone, frames di tredici anni di attività di una band che si interroga, sempre con cuore appassionato, sulle motivazioni e sul significato di fare musica oggi.

Cresciuti a pane e Epitaph, rielaborano con grande personalità la lezione imparata in questi anni, e per la prima volta lavorano in maniera corale in fase compositiva, sotto la direzione di Gianluca Veronal, ognuno apportando il proprio background e il proprio contributo artistico.

Il risultato è un lavoro attraversato da alcune sonorità sinora inedite per la band, ma sempre coerente con il cammino intrapreso con i lavori precedenti, capace di coniugare l’anima più energica e sporca a quella più tormentata, travolgendo l’ascoltatore, tanto con melodie e strutture tecnicamente perfette quanto con liriche pregne di tematiche importanti care a Andrea Rock e compagni.

Suoni curatissimi al servizio di un’esecuzione magistrale danno a questo lavoro una marcia in più e un forte respiro internazionale. 


Un nuovo capitolo potente e maturo, tra Milano e la West Coast.

TRACK BY TRACK.

1. Old But Gold. La titletrack dell’ep riassume quello che è il main theme di tutto il lavoro: lo scorrere inesorabile del tempo. La presa di coscienza di una band che dopo tredici anni di attività ha ancora voglia di dare il 110% on stage e in fase compositiva.

2. Lust for the road. E' un inno alla strada, al palco, ai sorrisi, al “sudore sui vestiti” e alla “brama per la strada che verrà”. Elementi irrinunciabili per una band che trova la propria principale ragione d’essere on stage e on the road.

3. Comfortably Weak. In questo brano gli Andead tornano a parlare di diritti umani negati e della passività con la quale il mondo occidentale reagisce a questo tipo di notizie. È troppo “comodo” dichiararsi “impotenti” nei confronti di quello che accade a persone come l’attivista iraniana Nasrin Sotoudeh, condannata a 33 anni di carcere e 148 frustate per la sua pubblica difesa delle donne che protestano contro l’obbligo di indossare il velo e la sua opposizione alla pena di morte. Ma c’è speranza nelle nuove generazioni e nella “società del buon senso”.

4. Downtrodden. E’ il primo singolo estratto ed è un pezzo fortemente autobiografico e racconta il difficile rapporto tra la vita privata e artistica. Una riflessione sulla ricerca di un equilibrio tra dedizione artistica e rapporti sentimentali al fine di non ritrovarsi “schiacciati dal rimorso”.
Spotify http://bit.ly/AndeadDowntrodden

5. Gratification Breakdown. Il brano prende spunto dalle diverse critiche mosse nei primi anni verso la band. Dopo tredici anni di palchi e di produzioni discografiche possiamo toglierci qualche sassolino dalla scarpa.

6. The Company Regime. Racconta della condizione del lavoratore precario, di colui che ha dato anima e corpo per anni e che di colpo perde il lavoro, “capro espiatorio” di colpe collettive e ingranaggio sacrificabile del sistema.

Credits

“OLD BUT GOLD” è il titolo del quinto lavoro in studio degli ANDEAD, disponibile dal 28 febbraio 2020 in Cd e digitale (label: IndieBox Music, distr. digitale Artist First / IndieBox Music, distr. fisica Self / IndieBox Music), registrato da Gianluca Veronal all’Attitude Studio di Milano; mixato e masterizzato negli studi di IndieBox Music Hall a Brescia da Giovanni Bottoglia. Artwork a cura di Alberto Bocca.

Gli Andead sono: Andrea Rock: vocals - Gianluca Veronal: guitar - Casio: drums - Joe La Jena: bass - Macca: guitar.

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