< PRECEDENTE <
album La Rivoluzione Del Giorno Prima - Ritmo TribaleIn evidenza
RECENSIONE
18/04/2020

La rivoluzione del giorno prima” è un disco che voleva assolutamente nascere, un album che raccoglie i brandelli di cuore, fegato e cervello sparsi lungo il ventennale silenzio dei Ritmo Tribale (che “in realtà come persone mai ci si era perse di vista”, ammettono) e li ricompone pezzo per pezzo in nove tracce venute fuori una dietro l’altra spontaneamente fino a far finalmente capire ad Andrea Scaglia, Fabrizio Rioda, Andrea “Briegel” Filipazzi, Luca Talia Accardi e Alex Marcheschi che era giunta l’ora di dare alle stampe un vero e proprio nuovo album. Embrionalmente questo disco era infatti già nell’aria dalla primavera del 2018, quando è uscito il singolo “Le cose succedono”, seguito poi a fine anno dalla title-track e infine, l’anno successivo, dalla granitica rivisitazione di “The Death & Resurrection Show”, corrosivo brano dei Killing Joke del 2003 (che 10 anni dopo ha dato anche il titolo al docu-film sulla storia della band di Jaz Coleman) che nella versione dei Ritmo Tribale diventa “Resurrezione Show”, con il groove aggressivo dell’originale che brucia nel fuoco “infernale” delle liriche in italiano.

La potenza delle chitarre, i ritmi infiammati e gli accesi colori del punk sono il leit motiv di questo lavoro, la cui viscerale spontaneità sostituisce il sound levigato degli ultimi dischi della band tornando a graffiare come alle origini. Tra l’altro, dopo il debut album del 1988, “Bocca Chiusa”, e “Bahamas”, l’ultimo disco di inediti, uscito nel 1999, “La rivoluzione del giorno prima” è il terzo album della band con Scaglia alle corde vocali oltre a quelle della chitarra, e anche per questo si pone come naturale evoluzione del percorso lungo e tempestoso della band, riassumendolo in modo un po’ frammentario ma sempre vigoroso e personale.

Inaugurato dalla voce di Gian Maria Volonté che interpreta un famoso monologo tratto dal film di Elio Petri “Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto”, il disco procede a ritmo serrato lungo nove brani che viaggiano come una compilation, senza particolare soluzione di continuità se non la suddetta attitudine punk che, tra episodi più melodici, impeti vicini all’alternative metal e situazioni psichedeliche, si chiudono nell’intimità piano e voce di “Buonanotte”, completamente rimaneggiata rispetto alla versione elettrica e schizofrenica che si trovava in “Mantra” (l’album del 1994) cantata da Edda.  

La libertà di espressione e la consueta irriverenza del combo meneghino non sono state minimamente scalfite dagli anni e infatti questo disco restituisce di diritto i Ritmo Tribale al panorama rock nostrano manifestando contemporaneamente l’irrefrenabile desiderio della band di tornare sulle scene, benché purtroppo per rivederli sul palco ci sarà ancora da attendere visto che il coronavirus ha bloccato anche tutti i concerti (durante i quali era prevista tra l’altro la distribuzione esclusiva delle copie fisiche in cd e vinile di questo lavoro, per ora acquistabili tramite la casa discografica Bagana Music).

I Ritmo Tribale sono sopravvissuti alle mode e a due decenni di silenzio tornando prepotentemente nei cuori dei vecchi fan con una sincerità e un’urgenza rara nelle band che vantano più di sette lustri di attività. Godiamoceli cavalcare da pionieri l’ondata di revival delle sonorità dei Nineties sperando che “La rivoluzione del giorno prima” non voglia essere un nuovo e più esplosivo commiato ma l’inizio della loro seconda vita.

 

Tracklist

00:00
 
00:00
Commenti
    Aggiungi un commento:

    ACCEDI CON:
    facebook - oppure - fai login - oppure - registrati
    Chi ha letto questa recensione ha visto anche:
    > PROSSIMA >
    Pannello

    TOP IT

    La top it è la classifica che mostra le band più seguite negli ultimi 30 giorni su Rockit.

    vedi tutti

    ULTIMI ALBUM

    Gli ultimi album con ascolti caricati dagli utenti.

    vedi tutti