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album NOAH - Devis Carten

recensione Devis Carten NOAH

2020 - Rock, Pop, Indie

RECENSIONE
20/05/2020

L'irrequietezza dei vent'anni che si scontra con mostri più grandi, presenti nell'intimo della psiche. Devis Carten li esorcizza mettendoli in musica, attraverso una scrittura fortemente introspettiva; nasce così l'album autoprodotto “Noah”.

In totale abbiamo a che fare con nove tracce, per comporre un long play fatto di influenze eterogenee: Devis Carten è un ragazzo cresciuto col rock di Beatles e Pink Floyd, ed ha attraversato varie stagioni artistiche risultando influenzato da praticamente tutto quello che di buono è stato pubblicato negli ultimi quarant'anni. Il risultato è un ascolto cantautoriale, ampiamente modernizzato nei suoni e nel cantato grazie anche all'uso dell'autotune: c'è hip hop, tappeti ritmici da musica elettronica ed ovviamente il rock non può mancare in questo mix. Questa impostazione risulta interessante grazie anche alla carica emotiva del cantautore lombardo, ma forse risulta un po' sbilanciata negli elementi risultando, sulla lunga distanza, eccessivamente omogeneo, senza offrire grosse sorprese.

Per ora, va benissimo così: “Noah” è un disco che getta le basi per lo sviluppo artistico che verrà, è un manifesto di intenzioni e come tale può essere limato per risultare più incisivo e meglio definito. Archiviato questo episodio con la sicurezza di chi ha già dimostrato di poter fare qualcosa di importante, restiamo in attesa di ulteriori sviluppi che sappiano confermare quanto di buono è stato palesato adesso.

Tracklist

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