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RECENSIONE
20/07/2020

Dio delle condanne è un EP di Kharis, contenente cinque tracce che vedono la produzione di Manuelyto, giovane producer calabrese con all'attivo un'interessante collaborazione con SilverX, rapper di Torino.
I tre (SilverX, Kharis e Manuelyto) incideranno una delle cinque tracce presenti in questo EP dal titolo Nella giungla, un brano dalla strumentale acida, quasi oscura che fa da cornice ad un testo parecchio street nel quale i due rapper provano a raccontare uno spaccato della vita che si trovano a vivere. “Ne ho rapinati cinquecento, sono stato dentro. L'ho giurato a quegli infami, lì non ci ritorno.”
Rime di questo tipo, che toccano argomenti del genere, non sono una mosca bianca in questo EP. Il punto di vista di Kharis è il punto di vista di chi vive, o ha vissuto, nella giungla (urbana e sub-urbana).

L'utilizzo dell'autotune è marcato, a volte a scapito della chiarezza e della facilità di comprensione del testo e la melodia che dà struttura alle rime molto orecchiabile: questo rende il disco decisamente trap, allontanandolo dalla cultura rap, con tutto quel che ne consegue. Da solo è un brano piuttosto esemplificativo in questo senso: le rime non sempre funzionano bene e qualche volta Kharis si abbandona a più semplici assonanze, che stanno in piedi, ma che non passeranno certo inosservate ai cultori del genere.

Tracklist

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