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album A mecha has destroyed my garden - Sputnik Homies

recensione Sputnik Homies A mecha has destroyed my garden

2020 - Strumentale, Elettronico

RECENSIONE
12/09/2020

Piomba senza troppi complimenti e spiegazioni di circostanza il disco del progetto pugliese Sputnik Homies: il long play si intitola “A mecha has destroyed my garden”, e già dal titolo arrivano vaghi sentori riguardo il materiale discografico che ci apprestiamo ad ascoltare.

Nove tracce a comporre una proposta organica ma al tempo stesso ben definita; il perimetro d'ascolto è riconducibile all'elettronica strumentale, plasmata attraverso modulazioni e tappeti di synth che dalle galassie piombano nelle cuffie cariche di tensione ed oscuro fascino. Come consigliato dai diretti interessati, è l'ascolto in cuffia a fare la differenza: la cura maniacale del mixaggio e mastering brilla e crea una continua curiosità soddisfabile solo arrivando alla prossima canzone, fino a raggiungere il naturale congedo dalla track-list.

Musica dove sono le note a farla da padrone, ma ponderata con efficacia: le composizioni non si disperdono in minutaggi estesi ma danno l'impressione di essere asciutte e dirette, quasi punk nell'approccio. Non ci vuole niente ad immergersi completamente, con immagini che si disegnano davanti ai nostri occhi: senza se e senza ma, Sputnik Homies ha decisamente concretizzato un episodio discografico felice e convincente.

Tracklist

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