13/11/2005

E sia. Vite passate a inseguire l’eterna gioventù, che fin quando sei giovane lo sei basta e se pensi in là ti viene un’ansia che ti mangia. Forever Young come cantavano, Forever Young come pensiamo. Alito di vita sul collo esposto all’aria, magliette a righe verdi e bianche costellate di spille. Il pop. Che viene dai college, che l’abbiamo visto tutti nei film americani con quelle feste che non si capiva bene se potessero essere per davvero oppure no. L’indie. Che non è un caso s'è lo stesso della colonna sonora di OC. E allora tutto torna. Forever Young. O Canadians.

Di questo gruppo che viene dalla metà ritmica dei furono Slumber (Max Fiorio, Francesco Baldo; “Never Been A Girl”, Fosbury, 2003) e a Michele Nicoli – chitarra - affianca Duccio Simbeni degli anch’essi furono Microluna (“Homesickness EP”, autoprodotto, 2003) c’è da dire innanzitutto questo: è come se il liceo non finisse mai. E’ come si fosse ancora seduti sui banchi di scuola, aspettando il sabato sera mentre fuori c’è un freddo che si gela, con la sciarpa stretta e le auricolari che cancellano i pistolotti del professore. Aspettando la festa, il weekend, i baci. Un contrarsi di stomaco e un lavorio d’immaginazione che s’accompagnava con i soliti Weezer, i Grandaddy, i Teenage Funclub, gli Yuppie Flu... pure con Robbie Williams, che quella vicina di banco aveva attaccato sulla prima pagina estiva del diario. Tutto ciò che i Canadians omaggiano viene da un immaginario di adolescenza stereotipato ma reale, divertito e un po’ malinconico. L’estate d’inverno.

“The North Side Of Summer EP” - uscito autoprodotto per l’Hoboken Records, etichetta dello stesso Fiorio - esalta nei pezzi di quelli che fanno sciogliere le tipe e scatenare i maschietti. Come gl’hits “Find Out Your ‘60” o “A Long Lethargy”, canzonette graziose che suscitano simpatia. Lascia in bocca un retrogusto conosciuto, dolce come potrebbe essere il presente e un po’ amaro come quasi sempre sono i ricordi, ma a lui non è corretto chiedere altro. A me sarebbe bastato vivere qualcosa di tutto questo, ma visto che non s’è potuto, ascolto, sogno, godo a metà e mi struggo di malinconia.

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