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album Exotic Diorama Dolche

recensione Dolche Exotic Diorama

2020 - Cantautoriale, Pop, Folk

RECENSIONE
26/11/2020

Christine Herin in arte Dolche è la cantautrice multiculturale di cui oggi abbiamo bisogno e il bello è che è un po' italiana, speriamo che il nostro Paese non si distragga anche questa volta: è cresciuta in un villaggio di 40 abitanti sulle montagne delle Alpi in Val d'Aosta ed è una polistrumentista cosmopolita (chitarra, basso, pianoforte, percussioni, armonica, kazoo, fisarmonica e organo), che da tempo vive e lavora tra Roma e New York affiancando musica, attivismo e impegno sociale nella tutela di libertà e diritti; da anni, insieme alla moglie, è ambasciatrice della comunità Lgbtq+. Il suo album Exotic Diorama, composto e realizzato tra Grande Mela, Città Eterna, Beirut e Visby (Svezia), attraversa i generi - dal pop al folk, dalla world music al funk - e le lingue - francese, inglese, italiano, spagnolo... - tramite 14 canzoni accompagnate da video spettacolari.

Al disco hanno collaborato figure di caratura mondiale tra le quali, da Los Angeles, l'Audio Engineer Al Schmitt (Capitol Studios) e Noah Georgeson per il mix, Emily Lazar per il mastering da New York, oltre a professionisti internazionali come il producer svedese Tobias Froberg e l'ingegnere del suono libanese Jad Rahbani. Così, da una scoppiettante Supernova francese si passa alla ballata cugina Anatomie Du Coeur, per continuare con Big man e Why Because, due manifesti musicali in lingua inglese in difesa della diversità e contro le discriminazioni di genere, di sesso o di razza, mentre Criminal Love parla di ossa rotte e colpe alternate, in un'atmosfera di sogno e di incubo al contempo, una sensazione che torna in chiusura con la cover dei Talking Heads, Psycho killer.

C'è poi un'intensa dedica all'eterna Roma e a "La dolce vita" di Fellini (da cui il nome d'arte, con l’aggiunta delle iniziali di Christin), una gemma dai toni vintage e dai profumi retrò, con affascinanti strofe in italiano unite a nostalgiche magie francesi. Per restare nella Penisola, oltre a cantare di un epico Ulisse (e di una Penelope?), Dolche dipinge una Canzone d'Amore nella nostra lingua che è a tutti gli effetti una romantica dichiarazione, semplice e diretta nella sua bellezza, nella buona e nella cattiva sorte: "Potremo odiarci, succederà a noi come agli altri, ma noi due come cani testardi continueremo a morderci i fianchi. Io scelgo te, il nome tuo, e ti prometto che sarò al tuo fianco...". Il francese e lo spagnolo si sposano nel pop multi-europeo de El Sabor del Mar, mentre Breathe In è un geniale e ironico manuale d'istruzione per usare correttamente l'automobile, il cuore, la testa e se stessi.

Sunday Mood è un'ispirata ballad che sa di cantautorato fatto bene, diciamo come se Patti Smith interpretasse un testo di John Lennon scritto nel 2020, e Universal Gloria è una preghiera gospel davvero universale. Exotic Diorama è letteralmente un viaggio tra panorami esotici e magnetici, linguaggi sapientemente mixati, varietà di stili, sentimenti e temi impegnati. Se proprio ci fosse la possibilità di esprimere un ultimo desiderio per il futuro, si potrebbero forse chiedere più brani in italiano, nella speranza che il Vecchio Stivale non distolga troppo l'attenzione dai talenti che rischia di lasciarsi sfuggire sotto gli occhi.

Tracklist

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