enside Zero Point 2021 - Trip-Hop, Indie, Britpop

Zero Point precedente precedente

Una discesa a passo d'uomo dentro le sonorità contemporanee del disagio e del malessere, dove il groove è l'unico salvatore.

Zero point è il disco di debutto di enside (Enzo Saggiomo), bassista e cantautore napoletano. Con un bagaglio musicale fatto di jazz e di militanza in band blues, pop e rock e di tante partecipazioni a importanti festival attinenti a questi generi, enside ha scritto un album dove si intrecciano perfettamente strumenti realmente suonati con campionamenti ed effetti sintetici.

Un lavoro di respiro internazionale, già dalla traccia d'apertura con una batteria campionata senza fill e un'andatura molto downbeat e una ricerca consapevole e riuscita di un ambient lo-fi.

Il basso, strumento principale dell'artista inevitabilmente si ritaglia un ruolo di prima classe pur non esulando mai dal suo ruolo di pulsatore di ritmiche, ma prestandosi a linee di slap e palm mute, sorrette da un suono caratteristico, rotondo e ben definito. Nella seconda traccia ci sono anche parti con bicordi dove è proprio il basso a definire l'arrangiamento su una batteria sempre uguale a se stessa e senza sviluppo, ma ottima proprio per far spiccare il basso e le sue frequenze basse, lasciate libere da una grancassa che suona tutta punta e quasi nulla di pancia.

Il range metronomico di tutto il disco è molto limitato, in stile downtempo e questo potrebbe essere l'unico punto debole di questo lavoro che non offre scossoni all'ascoltatore per recuperare la sua attenzione. Molto discreti e minimal gli inserti di keys e di pad che servono solo a dare una suggestione di colore ai brani tutti incentrati sulla parte ritmica di batteria e basso e accarezzate da una voce monocorde che riesce a fare da collante e con le sue melodie, per quanto semplici e appena accennate, quasi sussurrate, imprime alle canzoni un timbro di originalità.

La tonalità di tutte le canzoni è minore, a voler sottolineare un disagio interiore che tracima e si fa musica, tangibile, ascoltabile. Da segnalare l'unica canzone in lingua italiana Nuovo passo, che è l'esempio perfetto di questo mondo sonoro e psicologico fatto di malessere e contemporaneamente il bisogno di fare qualcosa per cambiare questo stato di cose.

Zero point è un lavoro tanto radiofonico, quanto di nicchia. Si tratta di un disco fatto di paradossi e forze contrarie. Il sound è attualissimo, ma l'ambientazione sonora non è certamente easy listening. La pronuncia inglese è la classica italian pronunciation, con dei limiti oggettivi che, da una parte è un difetto, dall'altra imprime un tocco di esotismo all'album, rischiando però di esporlo a un giudizio di moda del momento o di provincialità.

Stiamo parlando di un lavoro borderline che, per quanto abbia potenzialità internazionali grazie al suo sound e all'utilizzo della lingua inglese, sembra essere nato per soddisfare di più e meglio il bacino d'utenza italiano. Come dicevo si tratta di un lavoro sicuramente ispirato e contemporaneo, ma con troppe contraddizioni che possono essere contemporaneamente un plusvalore e la folata di vento che invece fa crollare un bellissimo castello di carte.

---
La recensione Zero Point di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2021-09-14 16:41:09

COMMENTI (1)

Aggiungi un commento Cita l'autore avvisami se ci sono nuovi messaggi in questa discussione Invia
  • enside 4 g Rispondi

    @vanninifrancesco grazie per le parole spese nel recensire il mio lavoro, di sicuro slancio per nuove e future idee musicali già nella mia mente.
    Buona vita!