palliatives for dirty consciencesblankly2021 - Indie, Post-Rock, Shoegaze

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Otto tracce che parlano dell'irrisolvibilità del presente attraverso un post-rock ponderato e dagli sviluppi efficaci. Merito ai palliatives for dirty consciences.

Esperienza robusta quella dei palliatives for dirty consciences che, dopo circa cinque anni di formazione, approcciano la prima prova discografica in studio: si intitola “blankly”, e viene licenziata per MiaCameretta / Marsiglia Records.

La proposta d'ascolto è formata da otto tracce che agiscono nel perimetro creativo dello shoegaze e del post-rock: in linea con mostri sacri del genere come Blonde Redhead, Pavement e Yo La Tengo, le tinte scure di questo registro espressivo entrano in collisione con atmosfere eteree, plasmando una sensazione da comfortably numb per le orecchie dell'ascoltatore. Un torpore che non coincide con vacuità, perché le suggestioni sonore mantengono una tensione costante che segue il saliscendi dei ritmi. Il tutto è contornato da un impianto di significazione importante, si possono solo applicare palliativi a quelle istanze che non presentano, storicamente, forma di soluzione.

In tale contesto, l’ostinazione all’esistenza appesantisce le coscienze attraverso la costante pratica del male; per una lucida presa di posizione nei confronti del controverso presente.

Questa band romana si è presa tutto il tempo necessario per confezionare il disco d'esordio, e per farlo bene: merito ai palliatives for dirty consciences che si presentano con un biglietto da visita assolutamente valido e che merita ulteriori sviluppi. A presto risentirci.

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La recensione blankly di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2021-12-03 00:00:00

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