Mobrah Via me 2021 - Soul, Rock, Nu jazz

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Nu jazz, trip hop e post punk con un’accattivante tensione pop in questo esordio breve ma già completo

Mobreh è l'alter ego dell’irpino Riccardo Iannaccone, ma dietro questo esordio ‘Via me’ c’è il lavoro di un cast abbastanza ampio, riflesso a pieno nel variegato sincretismo che anima questi circa quindici minuti. Proviamo a dribblare la cornice interpretativa dell’incontro tra musica bianca, in questo caso un post-punk sghembo e tirato, e la musica a vario titolo definibile nera; ‘Via me’ si inserisce con agilità in quella linea che, felicemente, non si è mai fatta troppi problemi ad apprendere ed ibridare, più che a copiare e “ripulire”, linguaggi sonori afroamericani. Solo rimanendo nell’area UK potremmo puntare il dito sul post-punk più innovativo alla The Pop Group, sulla fioritura della scena trip hop nel decennio successivo e poi di quella nu jazz più di recente, ma guardando dall’altro lato dell’oceano potremmo, per capirci meglio, guardare anche a certo crossover. Una mappa di riferimenti, più che un percorso ordinato, per provare a ricostruire il DNA musicale di queste cinque tracce in cui troviamo il trip hop jazzato più morbido e malinconico, il crooning crossover del Mike Patton più sensuale, rock n’roll notturno a base di ottoni, funk/soul ostinato, elettronica di ispirazione gospel. All’incrocio tra jazz, rock ed elettronica non mancano suoni scuri, dissonanze e raffinatezze di arrangiamento, ma c’è sempre anche una tensione melodica squisitamente pop, nel senso migliore del termine, che è forse la sorpresa migliore di un prodotto moderno proprio nel suo essere eterogeneo senza perdersi nell’ermetismo.

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La recensione Via me di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2022-01-14 15:19:10

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