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RECENSIONE
07/07/2006

Mettiamocelo bene in testa. I Meganoidi non sono più quelli dei ritmi veloci e sbarazzini, degli inni a supereroi against forze municipali, dei cartoni animati giapponesi. Ce ne siamo subito resi conto da “Outside The Loop…”, ma speravamo che sarebbero tornati sui loro passi con l’EP “And Then We Met Impero”, lavoro che invece li ha sospinti ulteriormente verso un rock contorto e cupo: aggrovigliato, disordinato, eppur deciso. “Granvanoeli” rappresenta il passo finale di questo percorso: la completa evoluzione del suono della band. E’ un fatto, però, che degli ultimi due titoli discografici ci si ricordi della sola “Zeta Reticoli”. E allora forse un po’ di attesa c’è nei loro confronti: un’attesa che sa anche di ultima spiaggia.

“Granvanoeli” è la prima parte di un progetto di ampie vedute: un secondo album dovrebbe arrivare a marzo 2007. Per ora, quello che abbiamo tra le mani è un album di non facile ascolto, complesso, dove l’acqua sembra essere il tema portante dei testi. Si parla di storie. Frammenti. Forse disuniti. Non si comprende. Di sicuro ad un ascolto attento – con l’ausilio anche del booklet – diventano più coinvolgenti. Davide canta, recita reading (mostrando di aver appreso pienamente la lezione dei Massimo Volume, come in “02:16”) e urla come un dannato se necessario.

Tecnicamente precisi, creano in più di un caso strutture sonore vacillanti a causa di pause e rallentamenti: dal vivo questa impressione diventa ancora più forte. Ne pagano le conseguenze pezzi come “Quest’Inverno”, che si trascina in una coda blues dopo un inizio confortante, o “Ten Black Rivers”. Eppure, nel grigiore dell’atmosfere, spuntano due o tre perle: su tutte “Un Approdo”, punto di incrocio ideale tra “Street Spirit” e “Pezzi Di Vetro” e in assoluto il miglior brano dell’album, ma anche la tenebrosa “Dai Pozzi”, il cui giudizio sale dopo vari ascolti. Alla finale “Granvanoeli” spetta il compito di gettare un raggio di sole sull’intero album, lasciando un filo di speranza per un buon proseguimento dell’opera e per un giudizio globale di quanto ascoltato finora.

Tracklist

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Commenti (1)
  • Pseudo 07/07/2006 ore 20:59

    Complimenti Andrea: recensione efficace ed esauriente :]

    > rispondi a @pseudo
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