Salvo Mizzle Ultimamente Sono Io 2022 - Cantautoriale

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Canzoni come leggerissimi bisbigli che incantano

 Il primo freddo settembrino, l’amata e blasonata cioccolata calda con una manciata di ricordi e “i sogni nel cassetto non ce ne sono più, ti volti e nel cassetto ci sei finito tu”. Due versi che rimbalzano da un paio di ore tra le mura bianche di una mente accarezzata dall’ascolto di “Ultimamente sono io”, il nuovo album di Salvo Mizzle.

Ne sento già la mancanza. Leggerissimi bisbigli che incantano. Qual è il suo segreto? Maledetto. La tazza è vuota, la riempirò riascoltando questo spaccato di nostalgia italiana. Play. Buffering e boom: atmosfere retrò condite da una straziante e riflessiva delicatezza, soggiogate da un cinismo testuale dai contorni dannunziani. Un loop ipnotico di batteria che regna incontrastato tra le note di un pianoforte alieno. Kings of Convenience? No. Salvo Mizzle con un’acustica che ci dice “che non c’ha capito un cazzo e un cazzo vuol capirci”. E come dargli torto dopo aver gustato Maledetta primavera e Ultima cena? Ti lasciano col famoso amaro in bocca a cui non vuoi assegnare alcun significato. Le ascolti e le fai tue. “Cuore di Granita” ci dona una produzione vocale ben curata e colta dal punto vista emotivo. L’arrangiamento nudo e crudo che solletica la curiosità evidenzia l’essenziale. Basta poco, se curato nei minimi dettagli, per rispondere alle esigenze di un secondo ascolto. Quel poco che però piace. Sconfina nell’eleganza. Davvero uno spaccato di nostalgia italiana che tanto manca nelle radio delle auto con la famiglia a seguito.

E questo pianoforte che docile accompagna le taglianti parole di Salvo Mizzle che giocano tra dirupi esistenziali, ricordi adolescenziali e crude verità di chi è arrivato ai quarant’anni, tra “storie di storie d’amore che durano una settimana, ma perché tu sei di su e io del sud Italia”. Geniale e sfacciatamente romantico. Da paraculi. Ma piace per questo. In “Giganti” c’è una vena autoriale di un Cremonini ubriaco dopo un paio di bottiglie di Battisti e un indie pop che indie pop non è. È “Ultimamente sono io”: un raffinato traguardo artistico di Salvatore De Padova, in arte Salvo Mizzle, che descrive una malinconica tristezza senza dover gridare. Qui si riflette vomitando il cuore. “Come sappiamo essere forti, quando la vita ci priva di tutto e rifaresti ogni cosa da capo”. C’è altro da aggiungere? Non direi e la cioccolata calda è finita, così come la mia Amarcord personale. L’album chiude con il brano Come quando e conferma una maturità fuori dagli schemi che ci ricorda di essere noi stessi anche quando “non ce la fai più”. Che sfrontata e amabile dolcezza.

Salvo Mizzle grazie per questo tramonto arrotolato nelle tue parole adottate da tanta, umile e preziosa semplicità. Mi vien voglia di scrivere alla fidanzatina dell’estate della terza media… perchè “l’estate della terza media era una cosa seria”! Come è serio anche questo album. Pieno. Sensibile. Sì… canzoni come leggerissimi bisbigli che incantano. Riempiamoci di bella musica, ne siamo circondati.

Amen.

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La recensione Ultimamente Sono Io di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2022-09-30 00:00:00

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