Nic Gyalson Yellow House 2023 - Cantautoriale, Alternativo, Pop rock

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Un disco che attinge dalla vita vissuta, dagli errori, da ciò che avrebbe potuto essere e non è stato, da ciò che è, nonostante tutto.

Yellow House è l'ultima fatica di Nic Gyalson, artista svizzero con alle spalle numerose colonne sonore ed esperienza come videomaker.

Si tratta di una raccolta di dieci brani scritti a cavallo del lockdown mondiale per la pandemia di covid19 che, con la collaborazione con Pietro Foresti, presenta sonorità molto british con escursioni alternative rock e pop.

I temi sono presi dalla vita vissuta: la conclusione di una storia d'amore, l'esperienza da padre, il lockdown ecc. Particolarità non da poco di questo disco è la scelta di non pubblicarlo sulle piattaforme di streaming ma di renderlo disponibile solo ed esclusivamente in vinile e su Bandcamp, unica piattaforma veramente dalla parte degli artisti indipendenti.

Musicalmente parlando spiccano le chitarre e le tastiere, con batteria e basso che fanno, con pulizia ed essenzialità, la loro parte.

C'è una buona dose di cinismo e sarcasmo in canzoni come Yellow House, dove si indica in una casa gialla la costruttrice di certezze e benesseri prefabbricati da cui è impossibile disallinearsi per le nuove generazioni. C'è l'amore immaginato di Colombian lady, dove una storia non è mai esistita perchè al suo posto ce n'è stata un'altra rivelatasi sbagliata.

C'è la verità che lacera e distrugge certezze come in Hanging On To No One. Ci sono poi anche cambi di passo, ballate decisamente più acustiche come Like Words dove la voce può distendersi con più agio. Someone Else invece ha un incedere che sembra aver fatto tesoro delle sonorità dei The Doors che permette di assumere pose più glamour e cinematografiche. Dreams è una mid tempo dove l'hammond è protagonista e ancora una volta la voce si esibisce in una prestazione che rasenta la perfezione per profondità, intonazione e interpretazione.

Travolgente quanto quasi straniante Shy Peacock dove l'immagine del timido pavone si contrappone all'intro che parla di errore di sistema sconosciuto, dunque di tecnologia. Ancora un cambio di suoni in Morning Dew, canzone di amori finiti e di soluzioni non universali ma giuste nel momento in cui vengono prese. Si chiude con One Second And A Half, la canzone che in maniera più diretta e scoperta parla del lockdown e dell'attesa di poter tornare liberi.

In conclusione Yellow House è un disco con una personalità spiccata, un disco con la forma del suo autore senza troppi fronzoli e senza troppe divagazioni sul tema. La scrittura dei testi è sempre evocativa e descrittiva di stati d'animo profondi e molto contrastanti tra loro.

Il lavoro di produzione, di missaggio e mastering è perfetto e restituisce un ascolto molto piacevole, tridimensionale e sempre interessante per l'ascoltatore. Da condividere ed applaudire anche la scelta di non piegarsi alle piattaforme di streaming, sintomo che per Nic la musica non può essere considerata solo e soltanto business, ma che vuolte recuperare il suo status di arte.

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La recensione Yellow House di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2023-07-23 18:46:16

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