Ribens Ribens 2000 - Grunge

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Quello di Ribens è il più bel demo che mi sia arrivato finora. Schietta fisicità, rabbia a nervi scoperti, immediatezza: era da tempo che non sentivo una così disarmante urgenza espressiva. Il cd è stato registrato in multitraccia da Marco Gaudesi (ventiquattrenne di Vimercate con idee fin troppo chiare), che ha suonato tutti gli strumenti da solo, in attesa di sostituire la sezione ritmica a suo tempo defezionata dalla band. Il nostro zelante musicista possiede davvero un’insopprimibile attitudine punk e una grande voglia di suonare, e certe idee premono per farsi sentire dal vivo, perciò se abitate nella zona di Milano e provincia, e suonate basso o batteria, vi consiglio di non lasciarvi sfuggire l’occasione.

Le influenze di Ribens derivano direttamente dalla migliore scuola di Seattle, Soundgarden in testa: nulla di particolarmente originale, nessuna audace sperimentazione compare nelle sei tracce che compongono questo demo, ma è davvero musica che “spacca”. Quasi diciotto minuti di composizioni spigolose dalla disordinata condotta percussiva, melodie malate e urli viscerali che emergono dal caos sonoro.

Il primo brano, Sguardo perso, non avrebbe sfigurato sulla compilation “Deep six” della C/Z records, compendio di grunge seminale assolutamente imperdibile per ogni fan che si rispetti. In Strutto si passa da ritmiche possenti a improvvise accelerazioni punk, Venale è un esercizio di garage rock con intriganti fraseggi di chitarra e drumming tribale, Ha qualcosa di bello è la più nirvaniana del disco (la chitarra evoca il riff di Smells like teen spirit e il giro di basso ricorda il pattern di About a girl), ma resta comunque un pezzo interessante, soprattutto nel finale. I brani più belli sono Stridio, ballata elettrica che finisce in un delirio di feedback, e Fino all’osso, incedere psicotico e liriche cariche di nichilismo:
“Il gran finale, non è in programma / solo colpi di scena e un infinito dramma / in cui se fai del tuo meglio resti sempre un buffone / con contratto a tempo che ti decompone”.

Dimenticate Verdena, Prozac+ e tutti gli altri gruppettini pseudopunk, e date un ascolto a questo disco (quattro brani del demo li trovate in formato mp3 all’indirizzo http://www.surfin.to/ribens). Ne vale la pena.

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La recensione Ribens di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2000-04-30 00:00:00

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