01/05/2000

Rumore, rumore. Poesia. Immagine. Racconto. Ancora una volta mi trovo a recensire uno di quei cd che più che musica è immaginazione. Una voglia di raccontare e di descrivere attraverso suoni e rumori. Senza troppe parole, quasi senza melodia. Qualcosa di simile alla musica new age, ma letta in chiave rumorista. Così è il disco di Alessandro Raina, un lavoro interessante e bello, anche se -è certo- non lo ascolterò spesso, come se fosse una videocassetta: forse lo metterò nel lettore cd solo due volte in un anno, ma quelle due volte lo gusterò come un film, come una storia. Resta un'esperienza positiva, simile forse ad un libro, assolutamente lontana dall'idea di "musica da consumare".

Il booklet è il più curato e ben realizzato che io abbia mai visto, vicino ad una piccola opera d'arte che vuole, insieme alla musica, raccontare una storia. Ricordi, fotografie e pensieri sono scritti nelle pagine del libretto e narrano il mondo degli anni '40... ed affascina. Sono "ricordi". E' una specie di album dei ricordi. Accompagnato dai suoni del cd.

Raffinata new age rumorista.

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