< PRECEDENTE <
album Afraid To Dance - port-royal

port-royal

Afraid To Dance

Resonant Recordings / Goodfellas 2007 - Strumentale, Sperimentale, Elettronico, Post-Rock

RECENSIONE
02/07/2007

“Afraid to dance” è un disco elettronico dalle sfumature ambientali/post rock. Può ricordare i Boards of Canada di “Geogaddi”, il secondo volume dei “lavori” ambient di Aphex Twin, o quel disco di remix dei Mogwai uscito nel 1998. Non è uno degli album più innovativi pubblicati ultimamente ma stupisce per come suona “internazionale” e "poco italiano": non ci si mette molto a inquadrare questi tre genovesi come il classico gruppo malcagato dall’Italia che dopo vari tentativi riesce a trovare riconoscimenti all’estero. I Port Royal sono questo e anche qualcosa in più.

Rispetto al precedente “Flares” le canzoni si sono snellite: abbandonata l’idea di voler comporre macro-brani per poi suddividerli in più tracce, i nuovi pezzi diventano più accessibili e ascoltabili senza grandi sforzi mentali. Che sia chiaro: sono ancora intrecci contorti di ritmi e melodie, molte canzoni superano gli otto minuti e spesso sembrano un freddo assemblaggio di singole parti così diverse tra loro. Ma il mood è rilassato, c’è un certo gusto per i synth morbidi e i beat non sono mai troppo cattivi.

“Afraid to dance” è fluido, quasi liquido. Si sprofonda in un’elettronica deep e oscura. Diventa un viaggio immaginario e sottomarino e non importa a se a volte i glitch sono caotici o se le parti ambientali sono eccessivamente lunghe. Pochi i punti dove il ritmo resta dritto, all’house cruda e in quattro quarti viene contrapposta l’IDM più astratta e mutevole. Il rischio in questi casi è di finire in quel tipo di elettronica intelligente che non serve a nessuno, i loro pezzi, invece, hanno sempre una melodia precisa, non sono mai inutilmente freddi o intellettuali.

I Port Royal sono dei romantici, sono sentimentali. Ci mettono il cuore e questo emerge nei loro pezzi come in una radiografia su una lavagna luminosa. Riescono a comunicare qualcosa, non sono semplicemente “bravi” a suonare con il computer. Hanno talento e “Afraid to dance” è un disco che lascia aperte molte strade per il futuro, spero le percorrano tutte.

Tracklist

00:00
 
00:00
Commenti (13)
Carica commenti più vecchi
  • LouiseBrooks 03/07/2007 ore 15:30

    a me sono piaciuti molto in apertura al concerto dei blonde redhead a rimini..peccato per la confusione della gente che entrava e usciva dalla corte..

    > rispondi a @louisebrooks
  • Martello80 03/07/2007 ore 19:25

    che disco che disco, semplicemente bello.....

    > rispondi a @martello80
  • Manfredi Lamartina 04/07/2007 ore 10:02

    è uno che ne sa più di me e di te, caro Lenny (a proposito, ormai fai solo dischi di merda tu, eh...)

    > rispondi a @manfredi
  • Federico Linossi 14/07/2007 ore 21:41

    Anche in Francia parlano di questo disco, c'è una recensione su "Lesirock".

    http://www.lesinrocks.com/DetailCritique.cfm?iditem=206994&idheading1=2

    > rispondi a @flinossi
  • andrpp 21/12/2007 ore 02:37

    Hanno gran talento e in Italia nessuno se li filava, era ovvio che fuggissero alla ricerca di un sound che abbracciasse più culture melodiche. Loro in qualche modo dovevano mangiare e ormai è assoldato, il pane musicale Europeo è ben più appetitoso di quello secco e ottuso italiano. Pane ottuso, e come cazzo sarà? Va bè.. Tornando alla loro musica è vero che sono maturati cercando l'essenzialità nelle canzoni che probabilmente scarseggiava nel loro primo album, ma infondo si sa, la curiosità della prima esperienza invita per natura a tirar fuori tutto ciò che si tiene dentro confondendo necessario da superfluo e infondo è giusto così perché poi per malleare c'è tutto il tempo. Era il grezzo, stanno lavorando per tirar fuori un ottima scultura, ora i tratti sono forti e si vedono, l'opera potrà essere anche di quelle già riviste, ma ha tutte le caratteristiche per diventare grande.

    > rispondi a @andrpp
Aggiungi un commento:

ACCEDI CON:
facebook - oppure - fai login - oppure - registrati
> PROSSIMA >