Sei tracce, divise tra orgoglio toscano e attitudine old school, che celebrano la forma più pura dell'hip-hop
Si chiama Urban Life ed è il nuovo EP pubblicato da Michael-Perez, al secolo Matteo Materassi. Giunta a quasi due anni di distanza dalla pubblicazione di A Metà e anticipata da ben tre singoli - Colpo di scena, Nirvana e Resetto - l'ultima prova sulla media distanza del rapper fiorentino si compone di sei tracce che oscillano senza soluzione di continuità tra racconto personale e collettivo.
Nel cuore di questo suo nuovo (mini) disco, Materassi racconta la sua battaglia di rapper proveniente da una scena (quella toscana) che egli stesso sta cercando in tutti i modi di portare alla luce. L’EP riflette la sua voglia di emergere in un panorama rap oggi dominato da regole di ingaggio che un tempo venivano sfidate apertamente.
Sin dal primo ascolto, il disco appare infatti come un omaggio all’epoca d’oro dell’hip-hop: quella in cui le voci che lo animavano provenivano "dalla strada", non dagli attici delle grandi città. Un’epoca in cui, al posto di un’omologata ostentazione di materialismo e successo, gli artisti mettevano al centro storie di riscatto, rabbia e denuncia sociale.
Tra parentesi ruvide (Colpo di Scena) e momenti più solari (Nirvana), Michael-Perez celebra l'attitudine e le sonorità del rap old school (Popolare) con un drappello di beat asciutti e incalzanti. Strumentali in grado di rappresentare una passerella ideale per la narrazione metrica del musicista fiorentino, capace di aderire al ritmo con estrema naturalezza, mostrando all'occorrenza i muscoli con poche ma mirate accelerate in extrabeat.
Un capitolo a parte deve essere invece dedicato a Fiori, penultimo brano dell'EP. A differenza delle altre tracce di Urban Life, questa si avventura parzialmente nel sentiero spesso scivoloso in cui rap e canzone d’amore si uniscono. Eppure, sarà per il mood così diverso rispetto al resto del disco o per la capacità di non scivolare mai nel cringe, ma Fiori funziona davvero bene. Merito probabilmente di un sound accattivante in dialogo costante con un electropop ballabile. Una strumentale su cui Michael-Perez muove i propri incastri con naturalezza, dimostrando di sapersi destreggiare anche in territori sonori lontani dalla sua comfort zone.
Un'unica pecca, che forse si poteva evitare, riguarda gli hook dei vari pezzi. Questi ultimi avrebbero infatti meritato un pizzico di “sostanza” in più, magari con qualche effetto vocale, riverbero o double tracking aggiuntivo per rimpolpare maggiormente la voce negli incisi, distinguendola dalle strofe.
Tecnicismi a parte, Urban Life resta comunque un EP degno di rispetto in cui, dalla prima all'ultima traccia, si sente tutto l'amore e il rispetto che Michael-Perez ha e continua ad avere per la forma più pura e autentica del rap. Cosa che, a fronte dello spurgo di lordura profuso da questo genere negli ultimi tempi, non è da dare per scontata.
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La recensione Urban Life Ep di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2025-11-28 00:00:00

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