Emidio De BerardinisVia Ignis2025 - Cantautoriale

Via Ignisprecedente

Un esordio discografico che vaga senza meta tra misticismo, essenzialità sonora e una torre d’avorio olistica.

Via Ignis è il disco d’esordio di Emidio De Bernardinis, musicista e "ricercatore spirituale" originario di Alba Adriatica. Dodici tracce per quasi cinquanta minuti di ascolto, in cui il cantautore abruzzese sceglie consapevolmente la strada della sottrazione, spingendo gli arrangiamenti verso un marcato minimalismo sonoro.

A livello strumentale, l'album si basa quasi esclusivamente sul suono del pianoforte, tra i cui tasti bianchi e neri De Bernardinis innesta aperture orchestrali, affidate a una sezione d’archi dal suono artificiale, chiaramente ricostruita tramite software di produzione digitale come GarageBand, Logic Pro o Ableton.

Purtroppo, questa essenzialità, al posto di alleggerire le atmosfere, finisce paradossalmente per appesantire il clima di questo lavoro. L’assenza di un vero e proprio impianto ritmico - capace magari di vivacizzare le tracce - unita a una certa ripetitività timbrica, porta le strumentali di Via Ignis a una tediosa staticità. L’effetto è quello di un piano ballad pensato come pausa emotiva all'interno di un album, ma reiterata senza soluzione di continuità.

Questa scelta musicale, pur non risultando particolarmente efficace sul piano dell’ascolto, chiarisce però l’obiettivo di De Bernardinis: costruire un tappeto sonoro minimale su cui adagiare testi modulari, privi di ritornelli e sostanzialmente estranei alla forma-canzone tradizionale. Più che strofe, un vero e proprio flusso di coscienza, fatto di invocazioni, riflessioni oracolari e meditazioni ritmate.

A livello lirico, Via Ignis si muove infatti all’interno di un immaginario fortemente simbolico e spirituale, mettendo al centro il topos junghiano della trasformazione della coscienza attraverso l’attrito tra opposti. Fuoco e acqua (I fiori del fuocoIl portatore d’acqua), centro e periferia (Tra le vie), io e non-io (Causa Sui) diventano poli tematici ricorrenti di un discorso che attinge a olismo, alchimia e spiritualismo. 

A conti fatti, l'immagine che De Bernardinis restituisce con questa sua prima prova sulla lunga distanza è quella di un pensatore che tenta una critica esistenziale e spirituale, ma che finisce per rifugiarsi in una sorta di torre d’avorio, separandosi dalla realtà tangibile. Un disco di cantautorato impegnato e impegnativo che si prende maledettamente sul serio, faticando a stabilire un vero dialogo con l’ascoltatore a causa di un misticheggiante cripticismo lirico che tende ad avvitarsi su sé stesso, senza mai arrivare a un vero punto di approdo.

Ed è forse questo l’aspetto che lascia maggiore amarezza. Perché nelle interpretazioni vocali e nella coerenza del progetto si percepisce chiaramente quanto De Bernardinis creda profondamente in ciò che fa, plasmando un album sì "sentito", ma ancora troppo chiuso nel proprio universo simbolico. Resta la sensazione che, con una maggiore immersione nella realtà e una scrittura musicale più intellegibile, questa tensione spirituale possa in futuro trovare una forma più accessibile, incisiva e, perché no, anche più vitale.

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La recensione Via Ignis di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2026-01-20 23:36:33

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