Un esordio che unisce caos e chiarezza, tra crossover impetuoso e confessioni da bar.
Si chiama Punti di Svista, ma sin dal primo ascolto si sente che chi lo ha scritto ha una visione fin troppo chiara. Perché l'EP d'esordio di Silly Sam - al secolo Samuele Buchsbaum - è infatti un disco coerente fin quasi all'abiura di sé nell'essere un vero e proprio crocevia tra i suoi tre grandi amori musicali.
Prodotto in completa indipendenza, la prima prova sulla media distanza dell'artista friulano di nascita e milanese d'adozione svolge diligentemente il compito che ogni vero disco crossover dovrebbe assumersi: fondere in modo organico generi diversi, creando un suono ibrido, riconoscibile e capace di intercettare gusti differenti.
Nei venti minuti abbondanti attraverso i quali si snoda, Punti di Svista sbatte infatti come una pallina da flipper tra tre principali "bumper" sonori: il tiro melodico del pop punk, le distorsioni robuste del metal e un tocco di hip-hop, grazie alle strofe rappate che Silly Sam alterna con naturalezza al cantato.
Dalle sfumature emo di Rimembranze all’alternative rock "ministresco" di Antifragile, passando per il riff killer di Backstabber e le atmosfere nu-metal limp-bizkitiane di Non Ho Tempo, questo EP trova il suo equilibrio nel non essere mai davvero in equilibrio, grazie a una cronica imprevedibilità che tiene alta l’attenzione dal primo all’ultimo brano.
In contrasto con la fluidità delle strumentali, Buchsbaum si dimostra invece molto coerente sul fronte dei testi, che raccontano con genuina semplicità i tanti dilemmi di un ventenne contemporaneo. Errori e incertezze cadenzate dall'ansia verso il tempo che corre inarrestabile (Rimembranze), i primi veri urti emotivi (Antifragile) e la pressione sempre più soffocante dei social media (Corri Corri e Non Ho Tempo). Un tris mortifero da cui, spesso, è proprio la musica a offrirti una valida via di fuga (C6TU).
Punti di Svista è in definitiva un EP che non riesce proprio ad annoiare, creando un mosaico sonoro coerente nella sua policromia, arricchito da strofe in cui Silly Sam racconta con la sincerità di un amico incontrato al bancone di un bar le difficoltà del nostro becero presente. Un (mini) disco d'esordio di grande impatto, valorizzato da una produzione self-made ma di pregevolissima fattura, che merita sicuramente di essere ascoltato dal vivo: una dimensione in cui la sua briosa energia può trasformarsi in pogo, sudore e liberazione.
---
La recensione PUNTI DI SVISTA di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2026-01-30 01:33:28

COMMENTI