Cinica ironia e synth inquieti: il trio electro-pop trasforma un pensiero viscerale in un manifesto musicale
La chitarra scandisce il ritmo, il sintetizzatore traccia la melodia, una voce urla la storia di un amore "arrotondato per difetto", che ha vissuto "inquieto e indebitato" ma di certo attualissimo, in quanto "legato al prezzo del petrolio".
Nel frattempo, l'aura del maestro Franco Battiato si riflette nel look, nei movimenti, nella fascinazione per gli anni Ottanta e nello stile creativo de Il peggio è passato, il trio electro pop parmigiano che è tornato a realizzare una produzione originale a quattro anni di distanza dall'esordio con Bugie d’autore.
"Io pagavo l’affitto ed ascoltavo i Nirvana, lei cercava la spiritualità nella mia busta paga". Bastano pochi versi per tratteggiare le figure dei due personaggi principali di questa storia, ma anche per mettere a fuoco il "manifesto cinico" della band, anzi meglio la sua "ironia manifesta".
Il brano Viscerale scorre così per più di sei minuti - al contempo cantautoriale, elettronico e rock, senza disdegnare un elegante piglio punk - e non ha nessun bisogno di un ritornello, perché fregarsene delle regole imposte dal mercato è sempre cosa buona e giusta.
Nel corso della sua evoluzione, l'arrangiamento parte appunto con un pop agitato per diventare quasi una ballad e attraversare un momento più acustico, fino a chiudersi con una serie di note scarne e dirette di pianoforte, a cui è affidato il compito di disegnare una catarsi aperta verso il futuro.
“Viscerale” è la prima traccia che anticipa la pubblicazione del nuovo album, atteso per l’autunno, e sarà accompagnata da un videoclip magnetico: si tratta di un'esecuzione live in studio d'incisione, filmata in piano sequenza.
Il brano mette quindi a segno un nuovo tassello per il gruppo, che ha all'attivo esperienze importanti come le aperture dei concerti di Alberto Fortis, Dente e Officina della Camomilla, oltre alla partecipazione all'omaggio a Paolo Benvegnù, sul palco del New Age di Roncade (Treviso) con nomi come Giorgio Canali, Estra, Alessandro Grazian e Non Voglio Che Clara.
E comunque alla fine di un amore così, l'importante è andarsene in pace, cantando serenamente na, na, na, na.
---
La recensione Viscerale di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2026-04-09 23:50:58

COMMENTI