Un alternative rock in bilico tra elettronica e solitudine condivisa.
Alzi la mano chi, almeno una volta nella vita, non si è trovato nel caos e nella frenesia di una grande città e, nonostante la miriade di persone intorno, non si è sentito solo come un ombrellone di uno stabilimento balneare d’inverno. Di certo, dopo una domanda del genere, gli Allarme terrebbero le mani ben abbassate. E, se così non fosse, basterebbe premere play su Le Vite Degli Altri, il loro ultimo singolo, per smascherarli all'istante.
A pochi mesi da Gli Specchi Nei Cessi Dei Bar, il duo marchigiano nato dall'incontro tra i musicisti e "amici da quasi due decadi" Jacopo Rieti e Mateusz Zboch torna con una traccia che mette a fuoco quella strana sensazione che ci attraversa quando osserviamo sconosciuti immersi nelle loro vite. Animati da un voyeurismo in bilico tra antropologia e psicologia, ci chiediamo a cosa stiano pensando quei perfetti sconosciuti e se provano anche loro quell'indefinibile solitudine che sembra accomunare chiunque, dalla metropoli alla "provincia meccanica" da cui tutto è partito.
Come si sta nelle vite degli altri
Come negli stabilimenti balneari d'inverno
Come si sta nei quartieri delle altre città
Chissà dove vanno le cose che scivolano via
Cantano gli Allarme nel loro ultimo singolo. Quell'estraneità famigliare che si prova a "entrare a caso nelle stanze in cerca di informazioni" viene riflessa dal duo marchigiano in sonorità dal forte retrogusto depechemodiano, divise tra un'apertura costruita attorno a malinconici ed echeggianti fraseggi di chitarra, in linea con un alternative rock malinconico e crepuscolare, e passaggi più sintetici, vicini a un'elettronica darkeggiante, grazie alla comparsa di synth avvolgenti e un battito ritmico meccanico, quasi industriale.
Al netto della voce di Rieti, che in certi passaggi appare un po' troppo compressa rispetto alla strumentale (un filo di riverbero o overdubbing in più non avrebbe fatto male), Le Vite Degli Altri resta comunque un brano tutto sommato riuscito, soprattutto considerando la sua natura autoprodotta. Un singolo in grado di confermare un percorso artistico che, uscita dopo uscita, continua a muoversi tra le tante inquietudini che dominano il nostro presente.
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La recensione Le Vite Degli Altri di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2026-04-23 23:35:05

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