Keiden SBAGLI 2026 - Alternativo, Trap, Hyperpop

SBAGLI precedente

Tra jerk rap e relazioni tossiche, un pezzo che punta più sul sound che sulla sostanza

Breve, caotico e intenso. È questo il recinto triangolare di aggettivi dentro cui scorrazza SBAGLI, il nuovo singolo di Keidennom de plume dietro cui si cela il giovane cantante originario di Monza, Elio Mercurio. A una manciata di mesi da EDEN, il suo secondo disco in studio, il musicista lombardo torna con un brano pubblicato in totale autonomia e scritto a quattro mani con il producer duemilacose (al secolo Antonio Cannone), che ne ha curato anche la produzione.

Centotrentatré secondi attraversati da beat iperbolici, plasmati attorno a bassi veloci, ritmi incalzanti e synth dopati che guardano dritto in faccia al jerk rap americano: un genere ancora poco esplorato in Italia, frutto di un'incestuosa sveltina tra le pulsazioni sincopate della trap e le melodie supersaw e glitchate dell’hyperpop.

Su questo sound caotico, massimalista e sintetico, Keiden immerge la propria voce in un bagno galvanico di autotune, dando forma a un testo costruito su versi brevi e hook immediati. Pur prendendo le distanze dalla spavalda autocelebrazione tipica dei pionieri del jerk come AyooLii e Yhapojj, preferendo muoversi tra incompatibilità emotive e relazioni tossiche, l’impianto narrativo messo in piedi dal cantante monzese resta però ancorato a quella stessa grammatica: essenziale, reiterato, più interessato ad accompagnare il movimento del pezzo che a "mettere a terra" un racconto compiuto.

Tu mi chiami solo quando è tardi
Dici “resta” ma poi non mi guardi più
Co-corro forte sopra questi sbagli
Sai che torno, ma non per salvarti

Canta Keiden nel ritornello del suo ultimo singolo. Nonostante proponga un sound inedito - almeno nel nostro Paese - e si discosti a livello lirico dai tipici riferimenti d’oltreoceano, SBAGLI resta un pezzo che, sul piano dello storytelling, appare inevitabilmente azzoppato da una scrittura che privilegia la resa melodica rispetto a una reale profondità testuale.

E viene quasi spontaneo pensare che, quando si ha la sensibilità di intercettare nuove ondate musicali, non sia necessario ricalcarne ogni dettaglio. A volte è proprio nello scarto che si genera valore. E se Keiden riuscisse ad affiancare all’effetto sorpresa di questo sound 'd'importazione' una maggiore cura e ricercatezza nelle parole, il risultato potrebbe diventare qualcosa da tenere sicuramente d’occhio nei mesi a venire.

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La recensione SBAGLI di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2026-04-24 23:12:34

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