Un disco rock assolutamente credibile, fatto di rabbia lucidissima e chitarre che non fanno prigionieri.
Dalle parole ai fatti. Dopo aver chiuso il loro EP d'esordio con un liberatorio e tautologico Vaffanculo sputato in faccia al mondo, i L'Invidia tornano con un album, Le Nazioni, situazioni, sanità, che raccoglie quel grumo di rabbia ancora caldo e lo trasforma in nove tracce che smettono di insultare in astratto, incanalando il proprio furore verso bersagli finalmente messi a fuoco.
Il primo full-length del quartetto salernitano prende e dilata le crepe che già correvano lungo i solchi della sua precedente prova sulla media distanza, mettendo al centro i tanti, troppi spunti di riflessione offerti da un presente sempre più asfittico: c’è la provincia che soffoca aspirazioni e possibilità, lasciando intere generazioni a sbattere contro un vero e proprio muro di gomma (Destino crudele) e lo spettro sempre spaventoso della guerra che in Crollano i palazzi assume contorni fin troppo reali. Ma soprattutto troviamo in pezzi come Gregge la deludente visione di una società ormai anestetizzata, popolata da masse di individui sempre più omologati e facilmente manovrati da chi sta al potere come pedine su una scacchiera.
Versi di "larghe intese" che, pur senza addentrarsi troppo nei dettagli, mantengono tutto sommato una loro dignità critico-sociale. Un approccio che la band campana bilancia con episodi decisamente più positivisti - su tutti Mostri nell’armadio e Sogni - capaci di incrinare almeno in parte il clima disilluso del disco, senza mai cadere nella trappola del paternalismo da slogan motivazionale.
E questa costante dicotomia lirica prende forma in un sound guitar-driven muscolare e (giustamente) incazzato, dove l'incalzante aggressività dell'hard rocksi mescola senza soluzione di continuità con l'energia sporca e nervosa del garage. Due solidissimi piloni su cui si erge la voce istrionica e nasale di Vittorio Mascolo, il frontman del gruppo, capace di muoversi tra i vari pezzi con un timbro che, nelle aperture più acute, richiama - pur in una versione decisamente più "addomesticata" - i taglienti ululati di Cedric Bixler-Zavala ai tempi dei The Mars Volta.
Le Nazioni, situazioni, sanità è, senza troppi giri di parole, un album rock duro e puro, fatto di canzoni tese, ruvide e dirette. Un lavoro con pochi fronzoli e tanta sostanza, capace di instillare in chi lo ascolta una forte curiosità di "mettere alla prova" la capacità dei L’Invidia di portare tutta l’energia compressa dentro questi nove brani anche in un contesto dal vivo. Ci vediamo sul palco, ragazzacci.
---
La recensione Le Nazioni, situazioni, sanità di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2026-05-22 16:57:53

COMMENTI