Un brano cupo e intenso che riflette sulle fragilità dell'uomo di fronte al male e all'incertezza del presente.
Con “Onda di Male”, gli NFF scelgono una strada piuttosto precisa, costruendo un brano che affonda le radici nell'hard rock classico e che prova a raccontare una condizione di inquietudine attraverso immagini forti e un immaginario dai contorni quasi apocalittici. Fin dalle prime battute si viene immersi in uno scenario fatto di fango, sangue, fuoco e schegge, elementi che contribuiscono a delineare un racconto dove il male assume una forma concreta e pervasiva, capace di insinuarsi e livello collettivo e personale.
Il pezzo si sviluppa attorno a un'idea di smarrimento e di oppressione che attraversa il testo senza particolari concessioni alla leggerezza. La sensazione è quella di trovarsi davanti a una realtà incrinata, dove la paura e l'incertezza diventano parte integrante del paesaggio emotivo. Al di là delle immagini più dure, emerge però una riflessione sulla fragilità dell'individuo di fronte alle tensioni del presente e ai momenti in cui ogni punto di riferimento sembra venire meno.
Dal punto di vista musicale, “Onda di Male” guarda apertamente alla tradizione hard rock degli anni Sessanta e Settanta. I riff di chitarra seguono una linea piuttosto classica, richiamando gruppi come Deep Purple e Black Sabbath, con un lavoro che privilegia solidità e immediatezza rispetto alla ricerca di soluzioni particolarmente originali. La band dimostra una buona familiarità con quel linguaggio sonoro e riesce a restituirne l'atmosfera senza scivolare nella semplice imitazione.
La scelta di cantare in italiano rappresenta probabilmente l'aspetto più interessante dell'operazione. Non sempre l'incastro tra testo e struttura musicale appare perfettamente naturale e in alcuni passaggi la scrittura lascia emergere qualche rigidità, ma resta una decisione coraggiosa e coerente con l'identità del progetto. Portare un immaginario tipicamente legato all'hard rock anglosassone dentro la lingua italiana non è un percorso semplice e gli NFF affrontano la sfida con convinzione.
“Onda di Male” è quindi un brano che trova la propria forza soprattutto nell'atmosfera e nella compattezza dell'insieme. Non punta a rivoluzionare il genere né a sorprendere a ogni costo, ma costruisce con discreta efficacia un racconto oscuro e teso, sostenuto da una solida base rock e da una visione abbastanza chiara delle proprie coordinate artistiche.
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La recensione Onda di male di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2026-06-19 08:26:06

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