“ONDA DI MALE” è un pezzo che, già dalle parole, si muove dentro scenari ruvidi e visionari, dove il conflitto non è solo esterno ma anche interiore, e dove il linguaggio sembra farsi materia: fango, sangue, piombo, fuoco, schegge. Immagini dure, che evocano una realtà spezzata, una normalità “rotta”, travolta da una forza oscura e feroce.
Il singolo sembra nascere proprio da questa frattura. Da una condizione di cattività emotiva e spirituale, dove la paura cresce e l’orizzonte pare chiuso. Ma sarebbe riduttivo leggerlo solo come un racconto di devastazione: dentro il brano si avverte piuttosto una riflessione più ampia sulla fragilità umana davanti al male, sulle ferite del presente, sui momenti in cui tutto sembra cedere.

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