Uno sguardo lucido e gentile sulle nostre piccole nevrosi quotidiane.
Con BEVI. DIMENTICA. OBBEDISCI., il loro nuovo disco in studio, gli ALMA Acoustic aggiornano al 2026 il celebre "Produci, consuma, crepa" dei CCCP, trasformando la critica alla società capitalista lanciata ormai 40 anni fa da Ferretti & co. in un catalogo fatto di sindromi, tic e spasmi sociali lasciati in eredità dal nostro becero presente.
Prodotta da Orangle Records e distribuita da Believe Music Italia, l'ultima prova sulla lunga distanza del quintetto nato e cresciuto facendo la spola tra Svizzera e Italia rovista tra abitudini, distrazioni e automatismi con cui il nuovo millennio ci sta trasformando sempre più in veri e propri "scemi di guerra", nonostante la maggior parte di noi non abbia mai imbracciato un fucile in vita sua.
Quaranta minuti di ascolto, durante i quali si va dagli appuntamenti galanti costretti ormai a passare tra le forche caudine dei social media (L'incontro) ai nostri quotidiani peccati "di carne" simpaticamente filtrati dallo sguardo sornione di un gatto di quartiere (Arturo), passando per l'onda di marea fatta di contenuti "usa e getta" da cui ogni giorno siamo investiti (Il fiume dell'oblio) e il peso di dover fare i conti con le nostre piccole e meschine coscienze (Il giorno del mio funerale).
Un dissenziente sarcasmo, sempre in bilico tra amarezza e ironia, a cui gli ALMA Acoustic decidono di "spezzare il fiato" prima con Diversi, pop ballad che celebra l'inspiegabile chimica tra due spiriti opposti che si attraggono, poi con Vita, un ultimo "giro di valzer" dedicato a quei dettagli apparentemente insignificanti ma capaci di dare sapore alle nostre esistenze.
Versi sospinti nei nostri padiglioni auricolari dalla voce argentina di Maurizio Podda, frontman della band, capace di gestire egregiamente i cambi di registro, sbilanciandosi tra passaggi melodici e falsetti di scuola giulianosangioriana. Questo duttilità canora viene spalmata su un sound pop rock che, come il nome del gruppo lascia presagire, ha il proprio perno nel suono caldo e legnoso della chitarra acustica, vera e propria colonna vertebrale degli arrangiamenti, tanto da lasciar intuire come sia spesso proprio da lì che le canzoni prendano forma.
Una sensibilità melodica che comunque non rinuncia a piacevoli peccati "di vanità", cristallizzati nei riverberi swingeggianti di Parlami d'amore, ma anche nelle radici popolari dal retrogusto pseudo-gitano di Arturo e nelle fughe verso paesaggi esotici, suggerite dal suono dei sitar che fa capolino ne Il fiume dell'oblio.
BEVI. DIMENTICA. OBBEDISCI. è un disco che, senza bisogno di urlare sopra gli altri, riesce a distinguersi dall'assordante rumore bianco del nostro hic et nunc, raccontando con ferma gentilezza quella claustrofobica e labirintica ragnatela di costrutti, cliché e vizi dentro cui ci stiamo sempre più invischiando. Un po' come quell'amico che, senza mai alzare la voce, ti mette lì come un quattro, ponendoti davanti il problema con una chiarezza lapalissiana e ben poche scuse con cui provare a scansarlo.
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La recensione BEVI. DIMENTICA. OBBEDISCI. di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2026-09-06 23:59:08

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