Quando partire e restare diventano due facce della stessa attesa.
C'è sempre chi parte e chi resta. La vita, in fondo, è come un aeroporto fatto di sliding doors che non riescono mai a chiudersi del tutto, sbattendo contro bagagli a mano abbandonati a ostruire il passaggio. Valigie troppo pesanti da imbarcare, piene fino all'orlo della malinconia di chi decide andarsene ma anche dei saluti silenziosi di chi, invece, rimane indietro.
Capodichino, il nuovo singolo di Dbseven, al secolo Daniele Bruno, racconta proprio di questo. Di tanti, tantissimi destini che, nonostante un'infinità di traversie, finiscono per prendere due strade: quella di chi è convinto di trovare il proprio posto nel mondo soltanto lontano dal proprio "paesello" e quella di chi decide stoicamente di restarci, combattendo contro la cronica penuria di prospettive e quei "piccoli pensieri da piccole città", che spesso strangolano sul nascere le velleità di chi vuole qualcosa di diverso da chi è venuto prima.
A una manciata di mesi dalla vertigine emozionale di COSA FAI PER AMORE, il rapper partenopeo classe 2004 che divide la propria vita tra la barre e forbici da parrucchiere, decide di trasformare terminal, pista e sale d'attesa dell'aeroporto che danno il titolo al pezzo in una dimensione letteralmente sospesa tra due mondi, rispettivamente popolati da persone separate da un'unica ma fondamentale scelta: quella di acquistare o meno di un biglietto aereo per volare verso altri lidi in cerca di fortuna.
Scusi l'aereo è già pieno
Dico davvero
Non c'è posto per chi non ci crede dal giorno zero
Mi ci impegnavo per molto meno
E lavoravo per poco e niente
Mi guadagnavo il rispetto dei miei
Come se contasse poi realmente
Canta Dbseven nel suo ultimo singolo. Rime srotolate da Bruno con un flow morbido e rilassato, perfettamente a proprio agio su una strumentale alternative hip-hop in grado di mescolare un beat analogico e granuloso in stile chill lo-fi a un ensemble di pianoforte e basso che, complice la fugace comparsa di un assolo di sax in coda alla traccia, richiama le atmosfere soffuse del lounge jazz.
ConCapodichino, Dbseven dimostra di saper sfruttare persino la noia dell'attesa in un aeroporto in linfa vitale per una traccia dominata da sonorità ricercate e uno storytelling elegantemente immerso nella realtà, trasformando la banalità quotidiana in qualcosa che, di banale, ha ben poco. Cosa decisamente più facile a dirsi che a farsi.
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La recensione Capodichino di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2026-09-27 23:39:54

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