Loris DalìCASA DALì2026 - Cantautoriale, Lo-Fi

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Melodie in pantofole e logori cappotti lo-fi per raccontare l'imperfetta bellezza della vita quotidiana.

CASA DALì è il titolo del disco con cui Loris Dalì ci apre le porte della sua dimora, invitandoci a esplorarne le stanze attraverso una decina di tracce che riuniscono due EP "semi-omonimi" - CASA dalì e casa DALÌ - pubblicati tra il 2024 e il 2025.

Una "doppia" prova sulla media distanza, in cuiil cantautore pescarese non nasconde, ma anzi rivendica, la propria natura "Do It Yourself": nel mix il suono degli strumenti resta infatti asciutto ed essenziale, convivendo senza attriti con una pletora di rumori squisitamente domestici.

Dai guaiti appena accennati di un cane nell'intro di Se citofoni scendo al fischio di un treno di Supermercato, passando per il frinire delle cicale in Accento e il vento tra le fronde di Quasi estate, Dalì prende il suo pedigree cantautorale e lo riveste di un logoro cappotto lo-fi, fatto di brusii ambientali e suoni analogici, vivi proprio nella loro voluta imperfezione.

Tra chitarre strimpellate a un dito dal microfono, un pianoforte verticale (molto) scordato e cori femminili che sembrano registrati letteralmente nel tinello di casa, l'album riflette anche sul fronte delle parole la stessa dimensione homemade delle strumentali. Nella mezz'ora scarsa attraverso cui si snoda, questo "EP formato XL" dipinge scorci di vita fatti di passeggiate nel quartiere per far pisciare l'amato cane Branko (Se citofoni scendo eDoggystyle), della bellezza dolceamara di un posto di mare fuori stagione, lontano dai mesi estivi (Ma non sarebbe bello) e di parallelismi tra i mutamenti della vita e il coraggio di cambiare il posto in cui si fa la spesa (Supermercato).

Unendo la "grezza fedeltà" di uno studio di registrazione casalingo a strofe cogitate letteralmente "nel tinello", CASA DALÌ è un disco che sfodera un'estetica volutamente sghemba - forse a tratti un po' indigesta - ma in grado di descrivere con indubbia efficcia la vita di noi persone "normali": imperfetta, antiestetica, a tratti magari banale e, proprio per questi motivi, maledettamente attaccata alla realtà.

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La recensione CASA DALì di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2026-10-18 22:44:51

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