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RECENSIONE
31/10/2007 di Paolo Menin

Il ritorno di una delle più interessanti band dell'underground italiano. I Novembre, ormai, sono riusciti a raccogliere entusiasmi ben oltre i soliti confini nazionali, hanno conquistato l'Europa (e non solo quella). Così come dovrebbe sempre capitare a band motivate che non temono confronti con nessuno. Il percorso è tracciato e ci aspetta un nuovo denso album, seconda prova per l'etichetta Peaceville.

Il suono è rimasto il medesimo ma si è arricchito di sfumature e, mai come in questo disco, di una tendenza metal molto estrema, sempre in rapporto al doom e al gothic, ma con escursioni in un death metal ritmicamente sostenuto. Merito anche di una produzione a dir poco brillante e devastante che riempirà le casse del vostro stereo e le vostre orecchie con chitarre cariche di feedback e una sezione ritmica terremotante. Prendete ad esempio una traccia come “Triesteitaliana”, offre uno spettro invidiabile di situazioni: si comincia con un riff coinvolgente che ti si inchioda nella testa, passa attraverso strofe dal sapore prima doom, poi vicino a certe melodie dei Depeche Mode e dopo un breve stacco si lancia a velocità folli nel metal estremo, coadiuvato dallo scream disperato di Carmelo e da un assolo che ricorda nientemeno che gli Slayer. Il tempo medio regna comunque sovrano per la maggior parte del disco, alla metà esatta, troviamo la traccia più debole, “Nascence”, forse a causa dell'inserimento di una linea vocale femminile, cosa che ad oggi è veramente diffusa e ha un sapore vagamente forzato. Nulla che riesca, comunque, ad interrompere un disco compatto ed intenso. Ascoltandolo, traccia dopo traccia, vi troverete catapultati nell'ennesimo plumbeo viaggio dove il blue elettrico della copertina vi avvolgerà portandovi fino in fondo, nel cuore della pioggia.

Tracklist

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