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RECENSIONE
15/02/2008

Le giornate si allungano, la luce solare sempre più limpida, riflessi primaverili, ma il freddo non è ancora andato via, si sente nelle serate vicine allo zero, con la voglia di rimanere con poche persone ma giuste, di rilassarsi, di coccolarsi con pensieri positivi, di regalare calore.

I Coffee Orchestral pensavano certamente a questo quando hanno composto "Tobacco Symphony", acustico, voci poche volte sopra le righe, che anche quando alzano il volume non sono mai aggressive, piuttosto convinte, batteria poco invadente, intessuta perfettamente nelle cavalcate folk, basso diluito, un bel reggersi reciproco delle due chitarre.

Facile rifarsi ai duetti dei Belle & Sebastian, al loro stile che riecheggia anche nel lavoro della Campbell con Lanegan, sebbene la voce maschile del gruppo lombardo poco abbia a che fare con la rauca profondità dell'artista americano.

La volontà e l'impegno sono più che mai ravvisabili, ma il disco non sembra possedere la forza continua nonostante alcune, diverse canzoni si staglino credibilmente nella memoria sonora di chi ascolta. "Just In Time", che rimanda fortemente all'immagine dei monti Appalachi, identità rubata ma credibile, come pure "Drawing your joy" e "Apple", dove la fusione jing-jang delle voci e delle chitarre strizza l'occhio a certi vezzi degli America o dei Creedence Clearwater Revival, e ancora "A winter's tale", che propone ringraziamenti a profusione ai Chicago del periodo seventies. Non a voler snocciolare i riferimenti, meglio: la voglia è quella di sottolineare le ispirazioni a gruppi storicamente importanti.

Peccato solo per alcuni scivolamenti al melenso, che rallentano troppo l'ascolto.

Tracklist

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