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album S/t Granturismo

recensione Granturismo S/t

2007 - Cantautoriale, Rock, Folk

RECENSIONE
25/01/2008

Il miglior trucco per combattere il tedio delle grigie giornate invernali è iniziare fin da ora con le pulizie di primavera e riportare in vita i relitti in fondo ai cassetti. Non sono i consigli della buona massaia, quanto piuttosto la formula d’esordio dei Granturismo, impegnati nello spolverare la musica di sempre e darle un lustro inedito. Da Luigi Tenco a Sergio Endrigo, l’album di debutto della band romagnola si muove su sentieri conosciuti, fatti di suoni che paiono già sentiti. Senza tuttavia generare una stizza di nausea annoiata, avvolgono ogni singolo brano in una familiarità che rincuora e rasserena. Che fa sentire a casa e “La tua casa è dove sei felice”, tanto meglio se dentro vi si ascolta buona musica. La dolcezza della ballata “Gospel in giugno” si intreccia con lo spirito più graffiante di “Tutta Lucciole”, arrivando ad evocare corse in campi di grano in “Prendo fiato”.

Sono solo canzonette italiane, ma se ciò significa cimentarsi in una prova cantautoriale condita con assaggi rock’n'roll di prima generazione, bisogna solo esserne fieri. Il vero merito sta nell’aver gettato lo sguardo lontano dai limiti di spazio e tempo. Ascoltarli significa aprire la mente ad un pantheon colmo di memorie musicali, dal poetico Fabrizio De Andrè ad un maestro d’oltralpe, Serge Gainsbourg. E i cori in “E’ troppo tempo che corri” azzardano il pensiero fino ai Beach Boys.

Gridare a gran voce che si sente profumo di capolavoro è ancora immaturo. Di sicuro l’aroma, come quello del miglior caffè italiano, c’è.

Tracklist

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Commenti (8)
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  • enver 25/01/2008 ore 10:35

    è un disco meraviglioso, scritto in stato di grazia e suonato con amore non nostalgico del passato. trovatemene altri così e mi faccio passare pure il malumore per la cosiddetta politica. "Tutta lucciole" e "Il tempo va" su tutte, per il momento

    > rispondi a @enver
  • ClaudeHorser 27/01/2008 ore 00:09

    Grazie mille Enver, grazie davvero, ma non credo che un disco come il nostro possa farti passare pure l'incazzatura politica!!! Io faccio solo quello che mi fa stare bene su disco o su un palco, cantando e trotterellando di amori e dolori semplici e fuori dal tempo, ma sono molto turbato dalla situazione (inter)nazionale attuale. Vorrei fare qualcosa di più con la nostra musica, ma non voglio fornire nessun tipo di slogan: spesso si creano Golem molto più ciechi e famelici così facendo. Purtroppo ho l'impressione che la maggior parte dei gruppi di oggi (qualunque genere facciano in qualunque latitudine si trovino) non facciano altro che fornire agli ascoltatori antidolorifici in attesa di essere tutti inghiottiti nel ventre oscuro della bestia. Questo mi può anche stare bene, Ma gli ascoltatori? Dopo il party col gruppo di turno si ricorderanno di aprire occhi e orecchie anche di fronte alla Grande Trappola?
    Ci lamentiamo tutti di essere continuamente sodomizzati, ma ho l'impressione che la vaselina ce la portiamo da casa..
    Chiudo lo sproloquio: un abbraccio a te, e a Eleonora che ha scritto questa stupenda recensione!!!

    Claudio - Granturismo.

    > rispondi a @claudehorser
  • enver 27/01/2008 ore 09:48

    Caro, la questione da te sollevata nella frase di cui sopra concerne il tema della prossima mia introduzione nella rubrica che ben conosci. Inutile dire che sono d'accordo...

    > rispondi a @enver
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