01/12/2008

La storia ormai è nota: all'inizio degli anni ottanta, in molte città italiane, iniziarono a diffondersi focolai musicali che si proponevano di piegare la tradizione espressiva italiana (lirica e sonora) alle atmosfere post-punk imperanti all'estero. Inizialmente l'obiettivo sembrava una chimera, ma in breve tempo, grazie anche al ruolo divulgatore di radio, contaminazioni culturali ed etichette indipendenti, "Il rock italiano cantato in italiano" (così veniva chiamato all'epoca) cominciò ad assumere connotati sempre più definiti e, nel volgere di pochi anni, divenne una riconosciuta ed apprezzata realtà.

In questo suggestivo scenario si inserisce ora anche l'etichetta Danze Moderne irrompendo sul mercato con un'omonima compilation che, a distanza di una ventina d'anni, riprende le velleità della suddetta, suggestiva, stagione. Ma non si tratta di una proposta nostalgica o revivalistica ma di un progetto concreto che, pur rivelando le proprie radici, si propone come manifesto di realtà originali ed appassionanti. I gruppi coinvolti sono, infatti, cantori di brani che oscillano tra eclettismo stilistico ed affascinanti storie personali: intense interpretazioni di new wave, rock d'autore, punk, spunti elettronici… raccontati da veterani delle scene (Amerigo Verardi, Santa Sangre), gruppi emergenti (Lista Kant & RedKitties, OGM, HattoriHanzo, Soluzione) o da chi riemerge dopo anni di esperienza travagliate (Hiroshima Mon Amour, Pitch). Il tutto a comporre un album davvero riuscito che svela talento ed originalità recuperando l'importante ruolo delle compilation dei primi anni ottanta (ad esempio "Catalogue issue"). Poi solo il tempo dirà se "Danze Moderne" sarà ricordato dai posteri e se i gruppi coinvolti riusciranno a ripercorre le storiche gesta dei loro "avi" ma intanto godiamoci le loro intense gemme augurandoci siano soltanto appetitosi antipasti.

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La recensione Compilation - Recensione - Danze Moderne vol. 1 di Federico Linossi è apparsa su Rockit.it il 19/07/2019

Commenti (1)

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