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RECENSIONE
27/01/2009

Una baita di montagna e una tazza di cioccolata calda davanti al camino al calar della sera, una chitarra appoggiata al divano e indosso uno di quei maglioni rossi e blu con le stelle di neve ricamate. Non sentite già il calore sulle guance? Bastano queste poche immagini per delineare l'atmosfera che si crea nel nuovo lavoro dei Coffee Orchestral. Fedeli ad un folk sinuoso, tra cori, controvoci e inserti d'armonica, danno alla luce dodici morbide ballate, carezze leggere. Conservano uno spirito nordico, caratterizzato da poche cose essenziali, in cui basta un gioco di voci che si insinuano una nell'altra a creare un effetto ammaliante e quasi ipnotico. Rimangono gli echi di Damien Rice o uno sfondo sfumato al modo di Elliot Smith e nonostante possa sembrare un album che non osa molto, il merito è proprio quello di contare sulle proprio forze, sui piccoli dettagli. Non usano effetti sonori speciali, ma con la loro semplicità e purezza si plasmano all'umore di chi ascolta, in un attimo di malinconia aiutano a tirar fuori i ricordi che si sono incastrati in fondo alla memoria e amplificano l'allegria sino a trasformarla in un sentimento di gioia.

Dall'album d'esordio è passato un anno, i tre ragazzi sono maturati, e la loro ricerca di identità sta dando buoni frutti, passando anche per la collaborazione di Luca Ferrari, batteria dei conterranei Verdena. La partita si gioca in casa, non è indispensabile strafare quando si riesce a fare in modo lodevole il minimo.

Tracklist

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Commenti (1)
  • iggy 25/03/2009 ore 22:30

    incuriosito.

    > rispondi a @iggy
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