Reverse Context
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Descrizione

Switching Hitches “è un viaggio naif per ritrovare la strada di casa attraverso una serie di esperienze “sinestetiche” nella realtà quotidiana: ho cercato di raccontare le mie visioni colorate e psichedeliche attraverso gli echi delle mie esperienze nell’avanguardia contemporanea, le influenze dell’elettronica, dell’art rock, della psichedelia e dell’electro-folk”. Così Marcello Liverani descrive il mood del suo primo lavoro, ottenuto proprio mantenendo la voce come nucleo compositivo dell’intero progetto, creando atmosfere oniriche e stranianti, a tratti volutamente infantili e fragili.
Dieci le tracce che compongono l’EP disponibile su tutte le piattaforme digitali dal 16 Febbraio 2018.
Il titolo svela il concept artistico dell’album in cui le tracce raccontano dieci istantanee prese dalla vita di tutti i giorni: momenti che diventano vere e proprie rivelazioni.
La realtà ci parla ma spesso non siamo in grado di ascoltarne le parole contenute nelle piccole cose: scrivere una canzone diventa un modo quasi magico per poter celebrare questi momenti.
E’ come aprire un vaso colmo di pastelli: ogni canzone un colore, una sensazione, un giorno di vita. L'idea della rivelazione permea interamente il lavoro di Reverse Context, dall'immagine di copertina fino ai testi delle canzoni, creando un’atmosfera visionaria e fiabesca.
La narrazione, lungi dall’unitarietà del concept album, si svolge attraverso un rituale intimo e colloquiale nel quale l’ascoltatore è chiamato ad intraprendere un viaggio introspettivo in cui il tempo dell’infanzia e le visioni oniriche sono cuciti insieme dai loops vocali, dai “grani” elettronici e dalle batterie elettroniche e glitch. Al di sopra di questa texture si evidenziano la voce principale, usata come uno strumento primigenio che alterna momenti potenti e drammatici a sussurrati dal sapore più intimo e narrativo, ed il dialogo intenso con i pianoforti acustici e rhodes.La release del disco sarà associata ad un side project, un progetto social dal titolo #switchinghitches - glimpses of ordinary beauty, che esplora il concetto della bellezza nel esperienze quotidiane quale potente strumento di illuminazione. Il progetto raccoglierà la visioni di artisti visuali, fotografi, illustratori, poeti e persone comuni unite dalla medesima sensibilità per l’ordinaria bellezza.

Il disco si apre con Octopus, brano costruito interamente a partire dal concetto di acqua (concetto ricorrente nell’album), su un ritmo elettronico e complesso di decine di “bollicine” e clicks. E’ un brano ironico e malinconico ma a tratti pieno di speranza. Un'atmosfera sommersa ed acquatica evocata anche dall’uso delle tastiere.
Little Red Riding Hood è un dialogo con una dimensione fiabesca e infantile: una ninna nanna costruita sui suoni di carillon e loops vocali. Il crescendo di archi finale, orchestrato in modo da sommergere interamente gli altri suoni crea un finale sospeso in cui non ci è dato conoscere l’epilogo della storia.
Found: si tratta di una rielaborazione in collaborazione con Michele Corda, giovanissimo chitarrista e arrangiatore, il quale imprime alla traccia un certo gusto per le batterie elettroniche più “classiche” come la CR-78. E’ un brano ottimista ed a tratti quasi ieratico in cui viene esplicitata la filosofia che sottende all’intero disco.
Il mondo dell’infanzia ritorna in Blush, he racconta il passaggio dall'innocenza dell’essere bambini, alla consapevolezza dei nostri limiti e rimpianti come adulti. Il brano presenta influenze blues e folk che si prestano a innumerevoli variazioni vocali soprattutto nella versione live. (Prodotto in collaborazione con M. Corda).
Il concetto di rimpianto torna in Elsewhere, brano dal sapore pianistico in cui il suono fresco ed appuntito del pianoforte si confronta con loops elettronici che tentano di sommergerlo sino all’epilogo in cui voce e pianoforte vengono ingoiati da un oceano di suoni.
Anche il brano I Swim si snoda sulla metafora acquatica. Si tratta di un re-work di Michele Corda di un brano precedentemente uscito in una veste più rock. Anche qui le tastiere ed il trattamento elettronico della voce, insieme ad una concatenazione cromatica delle armonie, conferiscono una sensazione liquida al brano.
Atmosfere molto diverse in Waste, brano che si discosta come mood da tutti gli altri e che perciò, rappresenta una sorta di crinale all’interno del filo narrativo del disco. Qui il gusto per uno strumming semplice e non articolato si accompagna ad un uso tagliente della voce.
Flying Giraffes: torna il tema della bellezza nel quotidiano e delle visioni per un brano che coniuga suoni acustici e ritmi elettronici. Una canzone dai toni rassicuranti e caldi con una vena di pathos relativo alla paura di poter perdere le cose veramente preziose. (Prodotto in collaborazione con M. Corda).
LoopPool è un brano sulla perdita del controllo e sull’inconsapevolezza, le pozze dentro le quali i loop mentali ci portano a perderci. Le atmosfere sono volutamente deformate e disturbanti: un pianoforte sempre in trasformazione contrappunta una voce fragile e straniata.
Night Calls è il brano di chiusura dell’album. Il tema della notte è reso musicalmente da un’ossatura elettronica scarna per aggiungere strada facendo layers vocali e strumentali.

Il 24 Febbraio il live di presentazione del disco, sul prestigioso palco del Fabrik, storico live club cagliaritano. Accanto ai brani solistici in cui Marcello Liverani si dividerà tra voce, tastiere, loop station e batterie elettroniche alcuni momenti di dialogo musicale in duo con le chitarre di Michele Sanna, musicista proveniente dall’avanguardia musicale, attivo sia come compositore che come chitarrista in ambito contemporaneo, jazz e rock; la chitarra acustica del cantautore canadese Mark Grace e le nuance calde e avvolgenti della voce di Alessia Saba.

Credits

Marcello Liverani: Voce, Tastiere ed elettronica
Michele Corda: Chitarra
Autore: Marcello Liverani
Arrangiamenti: Marcello Liverani e Michele Corda

Commenti

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