nel passato parlavo del futuro, poi ho parlato del passato, oggi parlo del presente.

2015. Il futuro è prossimo, ma ormai irrimediabilmente compiuto.
Una linea nervosa di tecno si congiunge alla melodia del ventesimo secolo.
Rosybyndy è il suo profeta. Guru dell’elettronica, melodista insoddifatto, frustrato occupatore occulto di hit parade in incognito? Il risultato è una tecno-melodia che occupa gli spazi lasciati liberi da una deleteria concezione della musica come divertesseiment. Qui le note sono stridenti, rimbombate stalattiti di un malessere diffuso, quello di un’Italia fin de siecle talmente squallida nella sua classe politica e intellettuale da assumere come “carta d’identità” le “fattezze” di uno dei suoi rappresentanti più inutili.