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Descrizione a cura della band

disponibile nei negozi e in download dal 23 settembre 2013
SANTO NIENTE – MARE TRANQUILLITATIS
Il nuovo album del Santo Niente arriva a sei anni di distanza dal precedente “Il fiore dell’agave”, ma non sono stati anni di inattività. Nel periodo di gestazione di “Mare Tranquillitatis” ci sono stati “Tuco” di El Santo Nada e “Canzoni della notte e della controra”, l’esordio da solista di Umberto Palazzo, lo storico leader della formazione. I tre lavori sono diversissimi, ma intimamente connessi, nel senso che gli elementi da sempre presenti insieme nel Santo Niente ora sono divisi su tre progetti distinti e coerenti.
In “Mare Tranquillitatis” a livello testuale prevale l’elemento narrativo e musicalmente quello sperimentale, mentre è del tutto assente la canzone in senso classico. La band ha dismesso il garage/hard rock “intelligente” e le derive cantautorali dei lavori precedenti e ha dato vita a un coerente progetto di moderno art-rock.
L’album dura quarantuno minuti, ma è composto da soli sei brani ipnotici e iterativi, influenzati dal rock tedesco degli anni settanta. Non un concept, ma comunque un disco da ascoltare nella sua interezza per averne il meglio. Nei testi è assente l’elemento autobiografico, che lascia completamente libero il campo all’osservazione sociale.
I primi due brani dell’album, sono i più vicini alla tradizione del Santo Niente e quindi i più chitarristici.
“Cristo nel cemento” è un brano lento e tragico, quasi un blues, ispirato al primo doloroso capitolo dell’omonimo romanzo di Pietro Di Donato, figlio di un muratore abruzzese emigrato in America.
“Le ragazze italiane” è il singolo, un rock’n’roll alla Stooges dai suoni stravolti. Il bersaglio dell’ironia sono i bigotti e i repressi. Fa la sua comparsa il sax elettrico e alieno di Sergio Pomante, grande protagonista del disco.
Con “Un certo tipo di problema” il ritmo si fa meccanico e l’elettronica si fonde con l’elemento organico. Basso e batteria prendono il sopravvento. Una storia notturna e minacciosa di cocaina e malavita.
“Maria Callas”, è giusto che si sappia, non è la cantante, ma un anziano travestito che si fa chiamare così. Il momento più romantico e cinematografico del disco.
“Primo sangue” con i suoi undici minuti è il perno dell’album. Il riff della chitarra acustica si snoda su un beat elettronico quasi house fino a un climax tribale e psichedelico. Scene di vita di adolescenti selvaggi.
“Sabato Simon Rodia” è ancora un emigrante in America, l’eccentrico e disadattato creatore delle Watts Towers di Los Angeles, la figura che sta affianco a Dylan sulla copertina di “Sergent Pepper’s” dei Beatles. Atonale e rumorista è il pezzo più estremo dell’album.
“Mare Tranquillitatis” è stato prodotto artisticamente da Umberto Palazzo e registrato nello studio della Twelve Record, che è la giovane e intraprendente etichetta che pubblica il disco.

Credits

“Mare Tranquillitatis”
Produzione artistica di Umberto Palazzo
Registrato e mixato da Andrea Di Giambattista presso Twelve Studio, Tocco Da Casauria (I)
Produzione esecutiva Francesco Di Florio per Twelve Records
Mastered by Jim Blackwood at AZPM Mastering
Testi: Umberto Palazzo
Musica: Palazzo (2, 3, 5), Bosco (6), D’Onofrio-Palazzo (1), Bosco-Conti-Di Fabrizio-Sergente-Palazzo (4)
Edizioni Twelve Music
Foto di Anita Dadà
Artwork di Merda TM

SANTO NIENTE
Tonino Bosco: basso, piano, sampler
Federico Sergente: batteria
Lorenzo Conti: chitarre
Umberto Palazzo: voce, chitarre, bouzouki, baglamà, synth, sampler, kaossilator, flauto, percussioni, oggetti modificati
Plus
Alessio D’Onofrio: chitarra, e-bow (1)
Sergio Pomante: sax elettrico (3, 4, 5, 6)
Francesco Di Florio: piano (4)
Andrea Di Giambattista: voce (2)

Grazie a Marco Sburzo Di Pietro, Leonardo Di Minno, Angela Fiore, Teho Teardo, Guglielmo Perfetti
Artisti collegati: Zippo, Death Mantra For Lazarus, Sandra Ippoliti, String Theory, Jester At Work, El Santo Nada, Roquentin, Velvet Lizard

Commenti (29)

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  • maxavo 16/09/2013 ore 21:15 @maxavo

    Il santo niente piu vicino agli esordi di "la vita è facile" e di "sei na ru mono wa nai"(che io trovo ancora oggi un unicum nella produzione di Palazzo, ma anche della musica italiana) che mi è capitato di ascoltare.Davvero un bel disco,pieno di cambi di direzione e capace di una completezza in sole sei tracce.Un gradito ritorno di uno chi, in fondo, non se n'è mai andato.

  • Giorgia OnMymind 19/09/2013 ore 15:52 @giorgiaonmymind

    s p a c c a

  • Marta Mancini 22/09/2013 ore 17:07 @marta.mancini3

    Più l'ascolto e più mi piace...gran bel lavoro! Bravo Umberto e bravi tutti!

  • Grazie Mario 09/10/2013 ore 08:57 @graziemario

    disco bellissimo. veramente. e son contento. belle atmosfere. ma quanto è bella "maria callas". grazie. siete molto fighi

  • Garrapa Flavio 08/12/2013 ore 09:26 @flavio.garrapa

    è una vita che seguo i tuoi passi artista contemporaneo della musica roch psico...si dice cosi o sbaglio e vorrei esternarti che il tuo nuovo lavoro anche se con un piccolo difettuccio :/un po corto )visto le tracce , è comunque degno del nome che si porta dietro.Lunga vita Umberto fondatore del santo niente

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