Leggi la recensione

Descrizione

“Questo disco nasce da un'incoscienza artistica, visto che autoprodursi due album in tre anni è da folli. Ma alla base c'è anche l’urgenza di completare un percorso interiore in questa fase particolare della mia vita. Come dice Riccardo Sinigallia, 'si diventa soggetti agli attacchi della mezza età' e così eccoci qui di nuovo...”.

Urgenza e percorso interiore sono forse le parole chiave per misurare l'intensità de “L'Eccitante Attesa”, nuovo lavoro (in uscita il prossimo 27 maggio) di Sawara, nome con il quale il brianzolo Fabio Agnesina da qualche anno scrive canzoni e le canta, a detta di molti, con un timbro di voce unico, grave, sporco, sincero. Un approccio a cui i musicisti che oggi lo seguono hanno affibbiato una visione scarna e molto personale di cantautorato rock, in bilico fra sfuriate di chitarre, secche quadrature ritmiche di batteria o beat elettronici e pochi accenni melodici minimali.

Un disco all'anno dal 2015 a oggi (i precedenti si intitolano “SawaraNonEsiste” e “Il Tempo Supplementare”) e in ciascun lavoro la necessità per l'ex Delsangre (band di culto della scena brianzola della fine dei '90) di portarsi dietro brani fortemente intimi, qui impreziositi dal connubio artistico, rafforzatosi nel tempo, con Matteo De Capitani (chitarra) e Matteo Tovaglieri alla produzione.

“L'Eccitante Attesa” è un disco di otto tracce più un remix della canzone d'apertura a cura di Marco Menaballi, anche autore della copertina. Il filo rosso che lega tutti i pezzi è l'aspettare e il desiderare, “dopo che ne 'Il tempo supplementare' al centro c'era la consapevolezza. Qui invece è la volta dell'amore in tutte le sue possibili accezioni. Queste canzoni sono nate e cresciute quando ancora stavamo promuovendo il disco precedente e non ho voluto attendere i normali tempi promozionali”.

E se l'uscita precedente si muoveva su traiettorie acustiche, qui le parole di Fabio – che nell'intenzione di scrittura si apparentano spesso con la poesia – incontrano torrenti impetuosi di elettricità chitarristica (“Corri Johnny”) o infilzano le sospensioni di strutture trip-hop smagrite (“E' bello anche aspettarti”).
Il risultato è un disco che parla all'intimità di tutti, facendo un discorso che riguarda le ossa, il sangue, i nervi, ma anche la sopravvivenza e la rinascita. Quelle di Sawara sono laiche preghiere che provengono dalle costole e cercano una verticale salvezza terrena. Non stupisce dunque che il titolare consigli “di ascoltare il disco in progressione, come se si stesse leggendo un romanzo. Ogni pezzo ha la necessità di stare vicino all'altro”.

Ma se proprio bisogna indicare un episodio rappresentativa dell'intero lavoro “e addirittura di tutta l'essenza Sawara” Fabio indica “'EA', la canzone che cercavo in venticinque anni di musica e che finalmente è arrivata”. Una giaculatoria che si apre su un ritornello nel quale due avverbi cadenzano vigorosi come le colonne di un tempio d'amore: “poi improvvisamente / prepotentemente / poi arrivi tu e non posso non chiederti perché”.

Credits

Testi e musiche: Fabio Agnesina
Arrangiamenti: Matteo De Capitani, Sawara

Sawara:
Fabio Agnesina: voce, chitarre acustiche
Matteo De Capitani: chitarre elettriche, chitarre acustiche, cori
Davide Galbusera: batteria, chitarre acustiche, cori
Maximiliano Di Stefano: basso elettrico
Matteo Tovaglieri: tecnico del suono
Per il set live 2017: Fabrizio Ratti: pianoforte, piano Rodhes, chitarra elettrica e voce

Con la partecipazione di:
Chiara Pezzotti: voce e cori
Mattia Scarpa: pianoforte e piano Rodhes
Maurizio Consonni : sitar
Marco Menaballi: remix di E’ bello anche aspettarti

Registrato mixato e masterizzato da
Matteo Tovaglieri - presso “NCore” Studio Lecco
Marzo- Dicembre 2016

Progetto Grafico e illustrazioni: Marco Menaballi: marco@creeostudio.it

Commenti

    Aggiungi un commento:


    ACCEDI CON:
    facebook - oppure - fai login - oppure - registrati