A Seattle c'è un pezzetto del nostro cuore

Nato in una notte senza luce, il seme dei Seraphic Eyes fu piantato dallo sferragliare incessante di metalli che si scontrano, tra scintille e suoni taglienti.

Fu così che la chitarra venne imbracciata da Alberto, al suono di distorsioni, note basse, viaggi veloci e a volte psichedelici, come negli inconfondibili anni '90. A lui si unirono poi la potenza della batteria di Azza e la forza suadente del basso di Laura