Descrizione

Ufficialmente omonimo, l’EP presenta però in copertina il titolo ufficioso “Build Up”. Queste parole, tatuate sulla pelle, sono un’esortazione a lavorare ogni giorno per costruire i propri progetti, mattone dopo mattone. I brani sono suonati quasi in acustico, con arrangiamenti curati ma essenziali, dalle atmosfere intimistiche e personali, narrando di amori e nostalgia per altre epoche, ispirandosi ai dischi di Dylan più scarni (periodo John Wesley Harding) e ai cantautori italiani anni '70.

Le tracce sono state registrate da Michele Nicoli (ex Canadians) all’Under The Pool Studio e mixati e masterizzati da Jacopo Gobber.

#1 Il riflesso sulla teiera
Ho immaginato i nostri culi
a Montmartre, come in “Amelie”
I tuoi occhiali scuri parlavano
la stessa lingua della mia camicia
Te li toglievo come in un film,
ma non voglio ricordare quale,
non voglio ricordare quale
Ora l’hai vissuta con qualcuno
che non ami realmente
Va sempre così, solo ora
riesco ad essere completamente
immune alle tue bugie,
ma non voglio ricordare quali
non voglio ricordare quali
È solo un attimo,
mi fermo e fisso
il riflesso sulla teiera
Era così bollente
qualche anno fa.
L’ accondiscendenza è un caldo torpore
Quando si è a terra
L’ accondiscendenza è una dolce idiozia
Quando si è veramente a terra
Piantagli la testa tra le cosce una volta ancora
Scaldati con il solo respiro del suo alito di menta
Ogni tanto immaginarci a Montmartre
a faticare sui gradini della tua coscienza.

#2 Occhi blu su pietra grigia
Il mare, il mare, il mare
mi assomiglia un po’
Anche lui è un poco turpe
Anche lui è indisponente
Quando sulla schiena tua
L’onda si infrange
Il sale, il sale, il sale
blocca le arterie a lungo andare
e il cuore, Il cuore
che non ho mai tenuto da parte,
un giorno sarà lui a fregarmi,
Come a tutti
E chissà se restare qui
Sarà la giusta soluzione
Parte del problema non si pone
Non sono abbastanza intelligente
Per fare di una torre di ottanta metri
Il mio trampolino di lancio
Il piede, il piede, il piede
avanza veloce fino all’orlo,
fino a lambire
l’idea del volo
che alleggerisca tutto
e allontani testa e corpo
il sole, il sole, il sole
batte in testa sempre qui,
è lui ,lui il solo ad esistere
e al di la dell’esistibile
è ridicolo credere che tu sia
solo occhi blu su pietra grigia.

#3 La mia versione transitoria
Questo tipo di vittoria è solamente
La mia versione transitoria
Di una storia
Che propriamente
Non ha più molto da dire ancora
Quando non ti regalano più niente
Te lo devi guadagnare
Ti sembra di lottare da sempre
Contro sputi in faccia o quant’altro
E gli amici non capiscono,
io avrei ammazzato per molto meno
si loro ti ripetono:
è la tempra che premia il giusto
chi è giusto infatti non è reale,
semplicemente.

Credits

gli Schneider Nur sono: Claudio Martini, Gianpietro Rinaldi, Matteo Sona, Michele Rizzi.

Testi: Claudio Martini / Musica: Schneider Nur

Questo disco è stato registrato da Michele Nicoli presso l’Under the pool studio di Cellore (Illasi) nel mese di Aprile 2013; È stato mixato e masterizzato da Jacopo Gobber nei mesi di Maggio e Giugno 2013.

Alessandro Bressan ha suonato la tromba in 1, Dario Ferronato ha suonato l’armonica in 1, Jacopo Gobber ha suonato il piano in 1, il glockenspiel in 2 e l’organo in 3, Michele Zanotti ha suonato il sassofono in 3.

released 14 October 2013

Contatti:
Band: schneiderband@gmail.com
Ufficio stampa e Mgmt: promo@vaggimal.com
Booking: booking@vaggimal.com
www.facebook.com/solamenteschneider

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