May 2, 2026

May 2, 2026

Song Of The Lizard

2026 - Stoner, Rock, Psichedelia

Descrizione

May 2, 2026 è il primo progetto realizzato dalla nuova formazione di Andrea Van Cleef,
con Alessandro Serioli (tastiere e cori, già con il cantautore irlandese Mark Geary e con
Il Diluvio), Mauro Maurer (bassista e apprezzato tattoo artist, responsabile delle grafiche
e dei visual della band), Mauro Carraro (batteria, sessionman bresciano già al lavoro con
numerosi artisti della scena cittadina e nazionale).
Si tratta della registrazione di una live session di un solo giorno (il 2 maggio 2026,
appunto) di sei brani, alla Buca Recording Studio di Montichiari (Brescia). Sei brani che
erano già apparsi in passato nel repertorio di Van Cleef, voce e chitarra della band,
attraverso tre diverse formazioni dell’area stoner rock: Van Cleef Continental, Humulus
e The Fuzz Resistance. Un’evoluzione naturale anche alla luce dell’esperienza di Andrea
come membro della band di Vic DuMonte (Chris Cockrell, primo bassista dei leggendari
Kyuss). In questa nuova veste, però, il materiale acquista un carattere completamente
diverso grazie alla visione e reinterpretazione degli altri membri della band.
L’immediatezza della registrazione restituisce un approccio più spontaneo e diretto,
capace di allontanarsi dallo stoner rock delle origini per avvicinarsi ai territori della neo-
psichedelia e del desert rock. Una rilettura originale dei brani COYOTE e APACHE ROAD,
come in odore di desert session, ma anche della più heavy WHITE RHINO e la quasi ballad
dark MAUD & THE BLACK MOON. Non mancano comunque le distorsioni più pesanti e i
richiami al doom, particolarmente evidenti in RAMA KUSHNA.
Questa live session rappresenta soprattutto il punto di partenza di una nuova formazione
già al lavoro su un repertorio interamente originale che sfocerà presto nella registrazione
del primo album di inediti. Per ora, però, c’è questa fotografia scattata in un caldo
pomeriggio di primavera: senza trucchi in studio, senza sovraincisioni, tra amplificatori
vintage, chitarre e bassi, batterie potenti e tastiere. Un biglietto da visita sincero, dritto al
punto, con cui Song Of The Lizard si presenta al pubblico e torna ad affacciarsi sulla
scena stoner e heavy psych europea.

Credits

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