Tracklist

Descrizione a cura della band

I Sons of Babel nascono come idea di Loopin nel 2013, anche se più come esperimento che come vera e propria crew. L’idea era quella di mescolare sonorità rap old school con la varietà linguistica degli mcs che ci rappavano sopra: inglese, francese, italiano e arabo da rendere in maniera credibile e omogenea. Il progetto è difficile ma stimolante: Loopin, il beatmaker del gruppo, produce beats sul quale gli mcs lavorano a lungo, e ci vorranno tre anni per arrivare in fondo alle 9 tracce più un remix di cui si compone “The Mechanism”.

Anche i componenti del gruppo non sembrano avere molto in comune, a parte l’amore per il rap e l’hip hop: Bert è un ragazzo giovane con un album all’attivo, Zorba viene dall’esperienza con BCK, una della crew più longeve di Brescia, El Veterano viene dalla scena tunisina e francese, Supa Kala da quella parigina e londinese con una parentesi in Italia con Cricca dei Balordi e Bassi Maestro. Nonostante queste difficoltà riescono a trovare il meccanismo che gli permette di arrivare alla conclusione di questo progetto.

L’album ha una sua coerenza musicale sulla quale vengono stese le diverse tematiche, ed è stato migliorato nella qualità del suono da Mekis al Cockroach Studio. All’interno possiamo trovare dichiarazioni di amore per la musica hip hop, come in “The Mechanism” o in “Underground”, oppure testi impegnati su argomenti politici e sociali, come in “Still I Rise” o “Every Dream”, fino ad arrivare all’autocelebrazione di “Animal”, il brano che chiude l’album.

Credits

Registrato in stanza da Loopin. Missato e Masterizzato da Mekis al Cockroach Int. Studio'S.

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