Non una band in senso classico: Starviolet è un laboratorio, un modo di concepire l'arte musicale. Il progetto Starviolet nasce nell'inverno del 2007 da un'idea di Roberto Vagnoni (chitarrista e tastierista), Gianluigi Della Mura (compositore di musica digitale) e Giuseppe Picariello (chitarrista). Abbiamo un'età compresa tra i 26 e i 29 anni e viviamo tutti in provincia di Napoli. Al momento della formazione della band, ognuno di noi proveniva da diverse esperienze musicali, maturate in gruppi indie attivi nella scena underground napoletana. Dopo anni di musica rock, tuttavia, ci siamo ritrovati a dover affrontare i limiti che questo genere inevitabilmente comporta, e abbiamo scelto di lanciarci in una strada che per noi, da un punto di vista compositivo, era totalmente nuova: quella della musica elettronica (passione che ciascuno di noi, peraltro, ha sempre covato dentro di sé anche quando suonava tutt'altro). Il nostro sound di riferimento, fin dal primo momento, è quello dei Depeche Mode di Violator, Songs of faith and devotion e Ultra; altri "capisaldi" della nostra ispirazione sono "The fragile" dei Nine Inch Nails; "Blue lines", "Protection" e "Mezzanine" dei Massive Attack; "Dummy" dei Portishead; "Felt Mountain" di Goldfrapp; "Disintegration" e "Bloodflowers" dei Cure. Questi titoli dovrebbero essere sufficienti per identificare il nostro sound, che definiremmo un pop elettronico che vira verso sonorità oscure, intense, profonde, che tentano di scavare negli abissi più reconditi dell'anima; una musica che trae la sua forza dai sintetizzatori e dalle drum machines senza disdegnare la melodia e le suggestioni un po' noir del trip hop made in Bristol. Abbiamo scelto di usare l'inglese come lingua delle nostre composizioni in quanto crediamo sia quella che si sappia sposare nel modo più naturale con il genere che proponiamo; in ogni caso, abbiamo deciso di inserire un brano in italiano in ogni album che realizziamo. I testi portano la firma di Roberto Vagnoni e Gianluigi Della Mura, con la collaborazione di Chiara Sorrentino. Tra il 2007 e il 2008 abbiamo registrato "Intro-Version", il nostro primo album. Per l'occasione si è unita a noi la vocalist Sabrina Mirabella, che ha cantato buona parte dei brani. Un ulteriore "aiuto" ci è stato dato da Vittorio Romito, che ha prestato la sua voce per il pezzo "Go On Like This?", e da Chiara Sorrentino, che ha scritto i testi per "No Name" e "Sphera". Il concept che volevamo esprimere con questo nostro primo lavoro è il senso di alienazione e di spaesamento di chi nasce emotivo, sensibile, "introverso", e viene posto di fronte a una società come quella di oggi, che privilegia valori diametralmente opposti (superficialità, cinismo, apparenza, mancanza di comunicazione tra gli esseri umani, mancanza di ideali, ricerca sfrenata del profitto). Attualmente stiamo registrando i brani del secondo album, che si chiamerà "Eveline" e uscirà tra agosto e settembre di quest'anno. Si tratta di 14 tracce che saranno cantate da un numero maggiore di vocalist rispetto a "Intro - Version"; tuttavia, per questo nuovo lavoro, abbiamo scelto di passare dalla tradizionale concezione di "band" chiusa e fatta di membri fissi a quella di "progetto", in cui c'è più apertura verso collaborazioni e contributi provenienti da musicisti "esterni". Pertanto saranno molte le "ospitate" che figureranno su Eveline, sia dal punto di vista delle esecuzioni musicali che della voce. Al momento siamo senza un contratto discografico; la nostra filosofia è sempre stata quella di autoprodurre i nostri lavori sfruttando i vantaggi offerti dall'home recording. Siccome crediamo moltissimo nel potenziale della rete, il nostro obiettivo è quello di farci conoscere soprattutto attraverso il web, promuovendo la distribuzione digitale dei nostri brani. Saremmo contenti se qualche net label, anche indipendente, si "accorgesse di noi"; ma se anche ciò non dovesse accadere, siamo comunque disposti a provare a promuovere in modo autonomo sulle principali piattaforme di musica digitale sia "Intro-Version" che "Eveline".