Leggi la recensione Video in questo album (1)

Descrizione a cura della band

La composizione con pianoforte e chitarra dà il pretesto a Stefano di buttare giù pensieri dell’umore del momento. Interrato dell’Acqua Morta nasce con i primi 4 o 5 pezzi registrati in uno studio in Valpolicella: poca roba, pochi soldi, come sempre…
Le sue canzoni piacciono subito al ragazzo che gestisce lo studio di registrazione, Cristiano Tommasini bassista dei Sin Circus e O’ Ciucciariello, il quale a sua volta chiama un paio di amici, Bruce Turri, batterista de Le Maschere di Clara e Giordano Sartoretti (tromba e flicorno) degli Allegrovivobis. E la band è fatta!

“Si suona, si suda, ci si crede” ed ecco le dieci tracce che compongono Interrato dell’Acqua Morta, un disco e una via di Verona; un canale che è stato interrato dopo un’alluvione e insieme un suono che ristagna nelle acque sporche del vissuto quotidiano del giovane artista alla sua prima esperienza da solista.

Contenuti immediati (Ne ho piene le palle), ironici e ispirati da filosofiche letture pomeridiane (La professione di fede del biscotto savoiardo, L’autodidatta), seguite da impennate di rabbia (La Sbronza del Secolo), banali esperimenti giovanili (Morte Nera), l’amore nelle sue declinazioni (Angelica e Perra sin amor), metafore biologiche (il mollusco Ascidia che, raggiunto lo scoglio cui attaccarsi, si libera del suo sistema nervoso).

Racconti e situazioni che sfuocano il confine tra serio e faceto, interpretate da una voce versatile e con un lavoro melodico e armonico tutt’altro che assente. In copertina la scelta di rappresentare la rabbia “impagliata”, una volpe imbalsamata il cui urlo si perde nell’infinito silenzio.

L’album è anticipato dal primo singolo “La professione di fede del biscotto savoiardo” e dal suo video ufficiale http://www.youtube.com/watch?v=bt7Rg8oencE. Si tratta di un brano ispirato al personaggio del Vicario savoiardo di Rousseau, una delle letture pomeridiane di Stefano, che nei suoi testi prende spunto da riflessioni e situazioni che oscillano tra ironia e serietà, tra arguzie e istintivi moti di rabbia.
Un brano che non è certamente nato con delle pretese di verità o serietà. E’ un pezzo ironico, nato da un gioco di parole. Parla di Dio, di amore, di dipendenza e di necessità, il tutto condito con del tiramisù e accompagnato da un video folle e divertente girato in un giorno soltanto dal giovane videomaker Giacomo Ballarini.

Credits

Band:
Stefano Battistella: voce, chitarra acustica, chitarra elettrica, pianoforte.
Cristiano Tommasini: basso elettrico.
Giordano Sartoretti: tromba, flicorno.
Bruce Turri: batteria, percussioni.

Registrato presso Gypsy studio (Fumane, Vr) e The Factory (Castel d'Azzano, Vr)
Presa del suono a cura di Cristiano Tommasini, mix e master a cura di Gianluca Bianco.
Musica e testi di Stefano Battistella.

Commenti

    Aggiungi un commento:


    ACCEDI CON:
    facebook - oppure - fai login - oppure - registrati