Stefano Nottoli nasce a Lucca addì 28 marzo dell'anno 1978. Dopo averlo visto, la mamma era propensa a chiamarlo Mattia, ma decide di votarsi a santi più potenti e vira su Stefano.

Indeciso tra fare il professore di scienze ed il musicista, si risolve per entrambe le cose, compiendo esperimenti di chimica in sala prove e suonando le beute nel laboratorio scientifico.
Con incontenibile gioia del vicinato, tiene i primi concerti in casa. Gli strumenti sono i coperchi delle pentole - da cui il momentaneo tentennamento della mamma se tornare a chiamarlo Mattia - e la chitarra giocattolo regalatagli dal nonno. L'impianto audio risulta ancora inadeguato a esibizioni su larga scala, così i concerti si tengono sul pianerottolo e, per gli eventi più importanti, in cucina.

La prima band in cui, da adolescente, milita come cantante sono i Double nutella. Si converte decisamente ai tasti bianconeri intorno ai 16 anni, suonando le tastiere nei suoi Perlamadre.

Da questo momento lo troviamo come pianista e tastierista in molte band e si districa, anzi, sguazza tra generi e stili diversi, arricchendo la sua gamma espressiva con sfumature ben rintracciabili nel suo lavoro.

Suona nella band reggae livornese Guerrilla Farming con lo pseudonimo Steven Farro e con loro pubblica il disco Naturale (2009 � One Step Records), nel quale confluisce una sua canzone dal titolo Come ti senti.

Come pianista e tastierista - e forse per la gioia data dal trovare una persona il cui nome completo fa rima con il proprio - collabora con il regista Stefano Nicoli. Per lui scrive colonne sonore e interventi musicali che fanno da sfondo e cornice ad alcuni cortometraggi, come Michelle per Lucca the north-west corner of Tuscany o Spanishtan per Ravalejar, premiato come miglior documentario sulla diversità al Festival internazionale di film corto a tema (2009).

Da solista pubblica Ritagli di tempo (2012) e Parafango (2015), due pennellate ben definite in un percorso artistico dai colori già accesi e vivaci che lo avvicina artisticamente ai Gatti Mézzi o a Bobo Rondelli.

In pieno fuoco creativo per il terzo disco, continua a navigare con la sua barca a vela, tracciando una scia spumosa e visibile nel mare della musica d'autore.