Tracklist

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Descrizione

Alla vigilia della presentazione di "Drake", primo singolo estratto dall'album di prossima uscita "Frozen Dancers", abbiamo fatto qualche domanda ai Tempelhof per saperne di più. A cura di Marcello Farno.

D: Dopo le diverse strade battute nelle ultime release, non mi sarei mai immaginato un disco così. C'è tanta ambient messa in mezzo. Come mai questo ritorno alle origini?

R: Direi che il primo obiettivo è stato centrato, ti abbiamo stupito! Come te, probabilmente altri si attendevano un disco differente, più in linea con gli ultimi lavori, ma noi non abbiamo mai smesso di scrivere brani downtempo, anzi. Semplicemente li abbiamo tenuti nell'hard disk, abbiamo atteso che lo scenario si chiarisse, prima di tutto, nelle nostre menti. Il nuovo lavoro rappresenta solo parzialmente un ritorno alle origini. Come dici tu, con le ultime release ci siamo spinti in territori inesplorati, abbiamo percorso strade diverse. Diciamo che i Tempelhof di "Frozen Dancers" sono un po' come chi torna a casa dopo un viaggio durato anni: non sono più gli stessi che erano prima di partire, non possono esserlo.

D: Con quali idee, quali immagini, vi siete approcciati nello scrivere il disco? Quello di "Frozen Dancers" mi sembra un titolo molto evocativo, anche rispetto alle atmosfere dell'album.

R: "Frozen Dancers" è un atto collettivo. Alcuni stanno ballando sulla spiaggia, non sanno più nemmeno da quanto tempo, ballano e basta, tanto che la stagione buona li abbandona nello spazio di un imbrunire e vengono sorpresi dal gelo. Ma quella è la loro vita, è lì che vogliono stare e continuano imperterriti a ballare, muovendosi, inconsciamente, sempre più lentamente, meccanicamente, in modo ossessivo, cerimoniale. Dai campi strettissimi sui ballerini si passa ad un piano sempre più ampio. L'intera scena, ora, si osserva dall'alto. Non balla più nessuno... Ha senso?

D: Ci sono stati dei lavori, dei producer, che hanno orientato la ricerca del suono in determinate direzioni?

R: È difficile rispondere, nel senso che i nostri ascolti sono molto diversi tra loro e non necessariamente si riducono all'ambito elettronico nel quale ci muoviamo, anzi. Diciamo che negli ultimi tempi ci siamo immersi nei primissimi lavori di Aphex Twin, quelli ricompresi in "Selected Ambient Works 85-92", abbiamo ascoltato parecchio i Talk Talk di "Spirit of Eden", Recondite, Wagon Christ, Pearson Sound e altre amenità del genere.

D: Parlatemi di "Drake".

R: "Drake" è uno di quei brani che riescono nell'impresa di farsi ascoltare fin dall'inizio, cattura l'attenzione. È capitato a noi per primi durante una session di ascolti del materiale sul quale stavamo lavorando. Era una versione molto diversa da quella che è finita nel disco ma le prime note erano grosso modo le stesse, così come il mood. Insomma, eravamo in studio e, passando tra una traccia e l'altra, ci siamo detti "aspetta... torna indietro, cos'è 'sta roba?". Quando componi, spesso le tracce hanno dei working title che non significano nulla o quasi. Questa s'intitolava "Drake" perché avevamo campionato una chitarra acustica di Nick Drake che, come nella migliore tradizione, è stata buttata o resa irriconoscibile per lasciare spazio al resto. Poi abbiamo lavorato sulle armonie, aggiunto la bassline e tutto il resto. Così "Drake" è entrata a far parte di "Frozen Dancers". Ascolto dopo ascolto è divenuto il brano di apertura e, alla fine, l'abbiamo scelto come singolo. Ci piace molto, si vede?

D: Avete già pronto l'assetto per i live? Sono pezzi molto cinematici. Li accompagnerete anche con dei visual specifici?

R: Qui entra in campo il terzo Tempelhof, Sorry Boy, l'artista che traduce in immagini la nostra musica. Tempelhof è un progetto audio-video fin dall'esordio. Durante i live proiettiamo i suoi visual che hanno un'indole documentaristica straordinaria. Sorry Boy lavora recuperando ed editando filmati di epoche differenti, li destruttura e li riassembla creando un continuum ipnotico. Pochi come lui sono in grado di suscitare emozioni. Quindi, per rispondere alla tua domanda, si, siamo pronti. Nei prossimi live suoneremo alcuni brani di "Frozen Dancers", insieme ad altri della nostra discografia.

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