Violenza e sentimento nasce dall’incontro tra due forze opposte e inseparabili.
Il titolo non vuole raccontare semplicemente il contenuto del disco, ma rappresentarne la tensione centrale:
da una parte la violenza, intesa come ciò che distrugge, ferisce e altera la vita delle persone; dall’altra il
sentimento, inteso come la risposta più profonda e umana a ciò che accade.
La violenza attraversa quasi tutte le canzoni del disco, assumendo forme diverse: è fisica, psicologica,
sociale, silenziosa. È quella di un abuso, di un’ossessione, dell’ansia, della perdita, dell’indifferenza, della
rabbia o del sentirsi fuori posto. Non sempre ha un volto preciso, ma lascia sempre una traccia.
Il sentimento è ciò che nasce da quella traccia. Non una semplice consolazione, ma una forza altrettanto
intensa: paura, amore, lutto, empatia, rabbia, desiderio di reagire, bisogno di essere visti. Ogni brano
racconta il modo in cui le persone affrontano ciò che le ferisce e ciò che rimane dentro di loro.
Le dieci canzoni non seguono una storia unica e non vogliono offrire risposte. Sono immagini, persone e
frammenti di vita che condividono la stessa intensità emotiva. Alcune storie nascono da esperienze personali,
altre dall’osservazione della realtà quotidiana, altre ancora dal bisogno di dare una forma a emozioni difficili
da esprimere.
Anche la copertina nasce dallo stesso immaginario. Le tre figure incappucciate, ispirate alle maschere della
tradizione sarda di Su Boe, Su Bundhu e Su Mamuthone, rappresentano un legame con le nostre origini e con
una dimensione antica, oscura e rituale. Sono figure che portano con sé un senso di mistero e inquietudine,
ma allo stesso tempo appartengono a una memoria collettiva fatta di identità, comunità e tradizione.
Quelle maschere diventano così il simbolo visivo del disco: volti nascosti che raccontano ciò che spesso
rimane celato dentro le persone. La parte più istintiva, dolorosa e primitiva dell’essere umano, ma anche la
capacità di trasformare la paura e la sofferenza in qualcosa di condiviso.
Anche la musica vive dello stesso contrasto: la potenza dello stoner rock incontra momenti di fragilità e
introspezione, alternando peso e leggerezza, rabbia e vulnerabilità.
Violenza e sentimento non vuole spiegare il dolore né giudicarlo. Vuole raccontare ciò che succede agli esseri
umani quando vengono messi davanti alle proprie ferite e alle proprie contraddizioni.
Perché la violenza non è il vero tema del disco. Il vero tema è ciò che la violenza lascia nelle persone. E il
sentimento è quello che rimane quando, nonostante tutto, si continua a sentire.
- Alberto Atzori

Violenza E Sentimento
TEMPORALI
Descrizione
Credits
Alberto Atzori - voce, batteria
Sergio Serra - chitarra
Levin Muzzu - basso
Musiche, testi e produzione di Alberto Atzori
Mixaggio e mastering di Antonio Leardi
Artwork di Danilo Solchi
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