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Descrizione a cura della band

Comunicato stampa a cura di Mickey E-Vil (The Mugshots)

Tornano i The Bankrobber con il nuovo Ep ‘The Land Of Tales’, quei ragazzi che vengono dalla punta del Lago di Garda. Quelli che hanno collaborato con Enrico Ruggeri, il quale esibisce con orgoglio la loro t-shirt durante concerti e allenamenti in palestra. Quelli che in 8 anni di esistenza hanno cambiato line-up, hanno fatto cose sempre diverse, come una vera band che si rispetti. Quelli la cui musica è disponibile in digitale, in cd e in vinile. Quei bravi ragazzi che oggi ci consegnano un lavoro maturo che lascia ben sperare per il futuro. E si ritorna ad ascoltare liriche in inglese. Il nuovo lavoro è disponibile in tutti i digital stores e in CD.

“Childhood” mette subito in chiaro le cose: i Bankrobber, nonostante la giovane età, non appartengono a questa epoca. Un drumming inaspettato e tutt’altro che banale fornisce la solida base per la melodia del basso – il 1978 non è mai passato – e la chitarra slide, presa in prestito direttamente da mr. George Harrison. “Jack The Ripper” è l’ossessivo commento musicale alla poco conosciuta poesia di A.R.D. Fairburn, tra suggestioni Electro-Wave e un cantato knopfleriano che contribuisce a ficcarvi in testa l’essenziale e scarna melodia, senza pietà alcuna. Da segnalare il breve intervento di Mickey E.Vil, cantante dei Mugshots, l’unica band europea mai prodotta dal braccio destro di Lou Reed e Alice Cooper, il compianto Dick Wagner.

“Mr. Rainbow” riporta il sole, con i suoi accattivanti ritmi Reggae che dimostrano ancora una volta come Clash, Police, Ruts, Stranglers, Stiff Little Fingers, XTC e tanti altri musicisti bianchi della Londra dei giorni migliori avessero ragione, quando si trattava di contaminare la propria musica. “Pier 39” mette in evidenza un’attitudine quasi tribale, col precisissimo basso pulsante che caratterizza molti brani dei Bankrobber. Ma la sorpresa è in agguato, con un intermezzo acustico che riporta alla mente la Manchester più trasognata.

“Tales Of Shady Places” ci spedisce invece, con un volo di sola andata, in quel di Bristol – possibilmente verso la fine degli anni ’90 quando una certa musica nuova chiamata Trip-Hop affascinava con la sua pacatezza e le sue atmosfere oniriche.

La varietà è sicuramente la chiave di volta di questo lavoro: ora non resta altro che sperare in una data dei Bankrobber nella città più vicina, per completare l’opera di apprezzamento di questa band senza tempo, dunque adatta ad ogni epoca.

Credits

Produzione: Gun Club Music
Etichetta: Alka Record Label
Registrato presso: Freedom Studio
Produzione artistica: Michele Guberti
Testi e musica: The Bankrobber

Commenti

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