Sudore, sangue, collo indolenzito, schiena bloccata, braccia tumefatte e gambe doloranti...l'universo live di THE FORTY MOOSTACHY è tutto qui. Sicuramente stoner rock, ma anche indie ed alternative che tanto hanno influenzato parte degli anni 90. L'intensa attività live e la sporcizia fisiologicamente insita nella scrittura dei brani hanno definito da tempo l'identità sonora del trio. THREE ROOMS...SOME SONGS...THE SHOW...AND A SUITCASE FULL OF BONES...è la loro ultima fatica in studio. L'album, contenente 11 brani racconta come fosse un libro la storia della band. La valigia racchiude storie di ordinaria pratica omicida (dead man in the bathroom, motorcycle), momenti lisergici ed apocalittici (where is the man?, rouge foulard) e visioni grottesche scandite da ritmi cadenzati (made of bones). Proseguendo nel percorso si incontrano futuristici talking blues (the pupil) e gospel in perfetto stile mississipi (il reprise di the man is running fast). La scossa più peculiare arriva con una ghost version di un vecchio brano; un solo ascolto a the man in the car basterà a far immaginare un vecchio cimitero dove demoni e fantasmi cantano una non-song appoggiati ad un pianoforte scordato. c'è da aggiungere altro? ora la parola passa a voi....