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Descrizione

Nell’Africa occidentale i bambini suonavano il DIDDLEY BOW battendo un bastone su di una corda tesa, cambiandone l’intonazione facendovi scivolare sopra una pietra liscia.
La presenza del Diddley Bow negli Stati Uniti risale forse al 1930, quando gli schiavi lo fabbricavano come giocattolo per i loro figli.
Nulla di più che una perlina da soffitto, una corda di basso, un lamierino per capotasto e uno per ponticello, con un pick-up ad elettrificare il suono per darlo in pasto agli amplificatori.
I There Will Be Blood non hanno inventato il diddley bow, così come non lo hanno inventato le centinaia di blues man che lo hanno suonato prima di loro. I TWBB ne hanno solo costruito uno. E lo hanno suonato.
Quattro brani: voce, batteria e Diddley. Le parti strumentali vengono registrate in analogico nell’arco di un solo pomeriggio alla Sauna Recording Studio di Varano Borghi, per poi essere spedite otto ore nel futuro in Australia, a Brisbane, dove nello sgabuzzino di uno studio di design vengono incise le voci su di un registratore portatile.
Un disco realizzato suonando uno strumento artigianale fatto in casa, che vede la luce solo grazie alla comunicazione digitale fra due continenti.
Perchè l’albero cresce, i suoi rami arrivano lontano, alti e distanti gli uni dagli altri, ma le radici danno linfa al legno e il legno della diddley ha radici nel blues.

Credits

http://ghostrecords.bandcamp.com/album/there-will-be-blood-one-to-nothing-diddley-ep

Commenti

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