Biografia Thing Mote

02/05/2020 - 18:10 Scritto da Thing Mote Thing Mote 2
I Thing Mote, sono una band nata a Verona a fine 2006 (precisamente, ed involontariamente, nel giorno di nascita di Jimi Hendrix, che sia un segno?).

Thing Mote sta a significare "luogo di ritrovo". Non ci poteva essere nome migliore per definire lo spirito della band. Il luogo di ritrovo non è da intendersi in termini fisico-spaziali, ma va inteso in un significato più astratto e ampio. Una condivisione artistico-musicale che non prescinde e, anzi, ha una componente fondamentale nella socialità interpersonale dei componenti, dando al gruppo una dimensione che si potrebbe definire "familiare".
Per quanto sia odiosa la categorizzazione in generi chiamano quello che fanno con il nome di Alternative, che è di fatto un non-genere, proprio per questo tentano di dargli una definizione attraverso l'unione delle loro differenti esperienze musicali, la sovversione delle strutture classiche del Rock e la loro visione espressiva.
Il primo EP, Mote EP, autoprodotto, esce nel 2010 e contiene i primi tre pezzi inediti della band. L'anno successivo, pubblicano un nuovo EP, di cinque canzoni inedite, sempre autoprodotto, dal titolo Scratches from the ground above, accostato dalla stampa a Nirvana, R.E.M., White Stripes, Vampire Weekend e Pixies. Questo rappresenta una maturazione nella scrittura delle canzoni, che segnerà l'inizio di una strada verso una maggiore consapevolezza musicale.
A Settembre 2013 esce Stabstrings - A Genuine Acoustic EP, quattro canzoni (due inedite) in cui per la prima volta decidono di cimentarsi con sonorità acustiche, tra Radiohead e Simon & Garfunkel, accompagnati da un malinconico violoncello. Registrato presso il The Box Studio di Francesco Tomè, l'EP è recensito positivamente da vari siti del settore tra cui Rockit.
Nell'Ottobre 2014 pubblicano un mini EP composto da tre canzoni: un inedito, una versione elettrica di un pezzo presente in Stabstrings e una reinterpretazione di Lucy in the sky with diamonds dei The Beatles. Alive in the sky with no reason, questo il titolo, segna il ritorno su sonorità cupe, distorte e a tratti stoner. Anche questo EP è stato registrato presso il The Box Studio.


A Gennaio 2016, accolgono con piacere l'invito a partecipare all'iniziativa "Rivalutare il Dimenticato" dell'associazione culturale H-Key. L'iniziativa ha come scopo quello di rivalutare, appunto, brani storici del periodo della Grande Guerra, coinvolgendo musicisti di qualsiasi genere, e di accendere i riflettori sui luoghi di importanza storica ma abbandonati o semplicemente dimenticati.
I Thing Mote hanno scelto di riarrangiare "Addio Padre e Madre Addio" del 1916 e di girare il video nelle trincee della Lessinia. Questa canzone segna inoltre l'inizio della collaborazione con il produttore Jacopo Gobber che ha curato il loro primo album Robokiller.

I Thing Mote hanno suonato in vari locali e a vari eventi della Provincia di Verona.

La band è composta da:

Fabio Dai Prè, batteria
Pietro Donnarumma, basso
Giuliano Fasoli, voce e chitarra
Tommaso Zanardi, voce e chitarra

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L'articolo Biografia Thing Mote di Thing Mote è apparso su Rockit.it il 2020-05-02 18:10:37